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Donne e bambini
in balia del mare

· Sono in la maggioranza dei rifugiati ·

I migranti che attraversano il Mediterraneo per giungere in Europa sono soprattutto donne e bambini. È quanto denunciato dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) secondo cui donne e bambini rappresentano ormai il sessanta per cento delle persone che arrivano nel vecchio continente attraverso la rotta balcanica o l’Italia dalla Libia.

Operatore della Croce rossa a Lesbo (Ap)

A questo si aggiunge un altro dato inquietante, diffuso oggi da Europol: negli ultimi due anni si sono perse le tracce di almeno 10.000 bambini migranti arrivati in Europa non accompagnati. Spesso non registrati, sono privi di diritti e facilmente finiscono nelle mani della criminalità organizzata. «Le conseguenze di quest’ondata di bambini e donne in movimento sono enormi; questo significa che sono ancora di più coloro che corrono grandi rischi nella traversata via mare, specialmente adesso in inverno, e quelli che hanno bisogno di protezione a terra» ha dichiarato Marie-Pierre Poirier, coordinatore speciale dell’Unicef per la crisi rifugiati e migranti in Europa. Da giugno 2015, quando gli uomini adulti rappresentavano il 73 per cento delle persone coinvolte nei flussi migratori, c’è stato un notevole incremento del numero di bambini (che ora rappresentano il 36 per cento degli arrivi) e delle donne in movimento. A giugno i bambini erano uno su dieci, adesso sono oltre un terzo. E questo dato trova una triste conferma nel conteggio delle vittime dei naufragi. Dall’inizio di quest’anno più di 10 migranti sono morti ogni giorno, annegati nel tentativo di raggiungere le coste dell’Europa. Nel complesso — afferma l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) — sono oltre 360 le vittime, di cui 60 i bambini, spesso di pochi mesi.

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23 agosto 2019

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