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​Donne con disabilità imprenditrici a Gaza

La storia è stata raccontata da Michela Trigari sulla rivista «SuperAbile»: nella Striscia di Gaza, Iman Al Rantisi e Mona Al Masri, ventisettenni entrambe sorde, hanno avviato un centro estetico, mentre Sawsan Hassouna, trentunenne con un grave deficit visivo, ha aperto un asilo; e ancora, se Sawsan Al-Khaleeli, affetta da nanismo e con una malformazione alle mani, gestisce, dopo aver conseguito la laurea in contabilità, un negozio di ricamo, Nida’a Tala’at Mahmoud Al’okor, ventiseienne con disabilità motoria, ha avviato un piccolo allevamento di conigli. E ancora, Ghada Al-Haj Salem, 24 anni, un diploma in multimedia e gravi problemi di udito, lavora come grafica, mentre Sameeha Al-Sa’douni, laureata non vedente, offre corsi di recupero nel suo centro. Sono queste alcune delle 34 donne con disabilità che, grazie alla ong riminese EducAid e al progetto “Ricomincio da me”, hanno dato vita ad altrettante microaziende nella Striscia di Gaza. Il progetto — ha sottolineato Francesca Manzoni di EducAid — ha effetti molto positivi anche a livello psicologico. «Le ragazze smettono di sentirsi un peso per le famiglie e la società, e iniziano a considerarsi soggetti produttivi integrati nella propria comunità di appartenenza, contribuendo allo stesso tempo al benessere del proprio nucleo domestico».

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16 dicembre 2019

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