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«donne chiesa mondo»
dà voce alle migranti vittime di stupro sistematico

«Sta finalmente emergendo all’attenzione e alla coscienza del mondo il fenomeno dello stupro continuato e sistematico a cui sono sottoposti donne e bambini migranti, sia nel lungo e pericoloso attraversamento dell’Africa che nei campi dove aspettano di partire, nel corso dei terribili viaggi sui barconi, e perfino talvolta sul suolo che dovrebbe riservare loro accoglienza e protezione» scrive Anna Foa nell’editoriale del numero di ottobre di «donne chiesa mondo» dedicato a Stupro come tortura

La foto di copertina del numero di ottobre di «donne chiesa mondo»

Un numero che dà voce ad alcune di queste donne, come Blessing, nigeriana minorenne, e Fatima, eritrea di 26 anni, le cui testimonianze lucide e coraggiose, raccolte da Francesca Mannocchi, danno volto e voce ai numeri della vergogna riportati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Negli ultimi tre anni il numero di donne e minori non accompagnati è cresciuto del 600 per cento. La quasi totalità di queste donne — spesso giovani e minori tra 13 e 24 anni (nel 2016 è stata registrata una diminuzione dell’età delle più giovani vittime di tratta) — è oggetto di violenza e abusi già durante il viaggio. Per fare un esempio particolarmente significativo, l’ottanta per cento delle ragazze arrivate dalla Nigeria denuncia di essere stata vittima di abusi e stupri sistematici prima di sbarcare in Italia. «Affrontare oggi una riflessione sulle donne vittime di tortura e di stupro vuol dire inevitabilmente essere pronti ad ascoltare l’inenarrabile, condividere l’abisso della disumanizzazione che gesti così violenti e determinanti hanno squarciato nel cuore delle vittime, raccontare una sofferenza senza confini» scrive nell’articolo Tracce indelebili il medico legale e criminologo clinico Maria Stella D’Andrea. E conclude: «Riconoscere le donne migranti come vittime di tortura, farsene carico dando risposte mediche competenti e tutelanti, rendere il gesto medico un primo passo verso lo svelamento della violenza patita ci permetterà, davvero, di costruire, per loro e con loro, percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi, ma soprattutto umanizzanti». Il numero di «donne chiesa mondo» viene presentato nel pomeriggio del 17 ottobre a Roma, presso la Villa Magistrale dell’Ordine di Malta all’Aventino. Interverranno l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico, e la professoressa Lucetta Scaraffia, direttore del mensile. L’incontro sarà presieduto dall’ambasciatore Daniele Verga del Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta.

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09 dicembre 2019

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