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​Donna del desiderio

· Meditazioni su Maria Maddalena apostola ·

Maria di Magdala è una delle figure femminili più intriganti per chi legge la Scrittura. Lo scrive Enzo Bianchi aggiungendo che presente in tutti i vangeli insieme alle altre discepole di Gesù, donne di Galilea, è da Giovanni particolarmente evidenziata come donna vicina al Signore e come prima testimone della sua risurrezione. Significativamente, nel quarto vangelo appare presso la croce insieme alla madre di Gesù, alla sorella della madre, Maria di Cleopa e al discepolo amato dal Signore. Nell’ora di Gesù, nell’ora dell’innalzamento del Figlio dell’uomo (cfr. Giovanni, 3, 14; 8, 28) e della sua glorificazione (cfr. Giovanni, 12, 23), sotto la croce sono presenti gli amici del Signore, quelli legati a lui da amore e ora chiamati a diventare la comunità di Gesù, nella scandalosa assenza di tutti i discepoli, meno uno.

«Noli me tangere», smalto di Limoges del XVI secolo

Ora Maria di Magdala è là sotto la croce, nell’ora estrema della vita di Gesù (cfr. Giovanni, 19, 25), mentre tutti gli altri discepoli sono fuggiti abbandonandolo. Proprio lei e il discepolo amato sono gli unici testimoni della morte di Gesù e della sua risurrezione. Alla croce non dice e non fa nulla, ma il terzo giorno dopo la morte, cioè nel primo giorno della settimana ebraica, di buon mattino, mentre è ancora buio, Maria viene al sepolcro (cfr. Giovanni, 20, 1-2.11-18). Secondo il quarto evangelista la sua è un’iniziativa personale, ma di fatto in quel suo andare alla tomba, quale figura tipica ed esemplare rappresenta anche le altre donne che, secondo i vangeli sinottici, vi erano andate con lei; ecco perché parla al plurale, anche a nome loro: «Non sappiamo dove l’abbiano posto».

Va però riconosciuto che, se è vero che Maria di Magdala ha beneficiato in oriente del titolo di isapostola, cioè “uguale agli apostoli”, e in occidente di quello di “apostola degli apostoli”, in realtà non le sono mai stati riconosciuti nessun valore ecclesiale e nessuna qualità ministeriale. Siamo ben lontani dall’aver preso sul serio le parole di Rabano Mauro, un monaco e vescovo vissuto tra l’viii e il ix secolo, il quale nella sua biografia di Maria di Magdala (Vita di santa Maria Maddalena, 26-27) commenta l’apparizione a lei di Gesù risorto, mettendo in risalto come tale evento conferisca una decisiva funzione nella Chiesa a questa donna discepola: «Maria crede al Cristo, attingendo la fede in lui dall’ascolto della desiderata voce del Signore, e dalla sua stessa presenza così desiderabile (...) Credette fermamente che il Cristo figlio di Dio, che lei vedeva risorto, era vero Dio, colui che ella aveva amato da vivo; che veramente era risuscitato dai morti colui che aveva visto morire (...) Il Salvatore, persuaso che quello di Maria era purissimo amore, (...) la elesse apostola della sua ascensione (...) come poco prima l’aveva istituito evangelista della risurrezione (...) Ella, innalzata a tanta e così alta dignità d’onore e di grazia, dallo stesso figlio di Dio e salvatore nostro, (...) non indugiò a esercitare il ministero di apostola del quale era stata onorata (...) Maria, con i suoi co-apostoli, annunciò il Vangelo della risurrezione di Cristo con le parole: “Ho visto il Signore” (Giovanni, 20, 18), e profetizzò la sua ascensione con le parole: “Ascendo al Padre mio e Padre vostro” (Giovanni, 20, 17)».

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16 settembre 2019

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