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Don Bosco visto da lontano

· ​Nuove prospettive di ricerca per chi vuole approfondire la figura del santo piemontese ·

Don Bosco con un gruppo di ragazzi  in una foto d’epoca

Una certa immagine di don Bosco è stata ampiamente diffusa dal «Bollettino Salesiano», dalla notevole pubblicistica dei salesiani, dal risvolto missionario del colonialismo europeo e soprattutto dalla fondazione di opere salesiane, all’interno delle quali i giovani potevano godere della presenza “palpabile” del santo, attraverso un ampio campionario di statue, busti, quadri, immaginette, feste, murales, frasi celebri, libretti, commemorazioni, discorsi e così via. Ma qual è stata l’immagine di don Bosco percepita fino a mezzo secolo fa al di fuori delle mura salesiane? Alla domanda ha cercato di rispondere il convegno internazionale di storia dell’opera salesiana, promosso dall’Acssa (Associazione cultori di storia salesiana) in collaborazione con l’Iss (Istituto storico salesiano) che si è svolto a Torino dal 28 ottobre al 1° novembre 2015, del quale sono appena usciti gli Atti, a cura di suor Grazia Loparco e padre Stanislaw Zimniak. 

Il volume Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’Opera salesiana dal 1879 al 1965 (Roma, Las, 2016, pagine 909, euro 47), raccoglie 36 interventi relativi a 18 Paesi di quattro continenti, suddivisi in tre sezioni: «Don Bosco in prima lettura» che spazia soprattutto fino alla canonizzazione del 1934; «Don Bosco a caratteri di stampa» che permette interessanti raffronti fra diverse aree geografiche; «Il nome di don Bosco lungo le strade. Toponomastica, monumenti, parrocchie, legislazione, memoria orale e altri» che copre tutto il periodo considerato e anche oltre.
L’enorme diffusione internazionale dell’immagine di don Bosco ha avuto due momenti topici: la morte in concetto di santità, allorché è stato celebrato come educatore e operatore sociale dalle grandi intuizioni e realizzazioni e il quinquennio dell’elevazione agli altari (1929-1934), quando la sua figura ha valicato i confini fino allora raggiunti dalla presenza salesiana. Privilegiate furono le aree cattoliche d’Europa e d’America, ma non furono insensibili le aree con maggioranza di altre confessioni o di altre religioni, sull’onda del rilancio missionario della Chiesa cattolica dell’epoca.
Quali i risultati dell’ampio sondaggio? Interessanti, intriganti e anche problematici, che però non è qui possibile presentare, data la mole di documenti e riflessioni offerte dai relatori, che spaziano dal giornalismo alla letteratura, dalla pedagogia alla catechesi, dall’urbanistica alla legislazione, dalla politica all’associazionismo. Basterà allora dire che la figura di don Bosco che emerge è quella di una persona eccezionale, di un educatore eccellente anche se privo di studi specifici, di un sacerdote zelante per le anime anche se sempre affaccendato in questioni materiali, di un fondatore di grande successo anche se privo di mezzi economici, di un santo moderno anche se figlio del suo tempo.

di Francesco Motto

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26 maggio 2019

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