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Domande e risposte lungo la Senna

· Sulla crisi mediorientale e sulla preghiera per la Francia ·

L’influenza dell’Ordine del Santo Sepolcro sta crescendo sempre più in Francia. È un esempio — fra molti altri — della nuova eco della testimonianza dei cristiani, in questo tempo di crisi sociali e spirituali. Lo si è potuto constatare il 15 agosto scorso, durante le manifestazioni popolari organizzate dalla cattedrale di Parigi e sostenute dai cavalieri del Santo Sepolcro: le grandi processioni pubbliche in onore della Vergine Maria. Migliaia di partecipanti, folle cosmopolite, processioni di barche lungo la Senna, processioni nelle strade  e sulle banchine attorno alla cattedrale di Notre Dame.

Quest’anno la festa  è stata anche l’occasione per numerosi scambi di opinioni sulla fede e sulla Chiesa. Anche con i giornalisti. Nella processione fluviale del 14 agosto, sulla barca che portava la statua d’argento della Vergine, gli inviati dei quotidiani e delle agenzie di stampa hanno posto ai cavalieri (che li ospitavano) due domande d’attualità: una sulla crisi in Medio Oriente e l’altra su quello che i media francesi hanno definito «l’affaire della preghiera universale del 15 agosto».

La domanda sul Medio Oriente  richiedeva una risposta sulla solidarietà verso i cristiani arabi, in particolare quelli della Terra Santa, il cui sostegno  la Santa Sede ha affidato all’Ordine del Santo Sepolcro. È stata un’occasione per aiutare i giornalisti a valutare meglio il dramma dei cristiani di quelle regioni e a capire la mobilitazione del mondo cattolico a sostegno di quei fratelli in difficoltà.

La seconda domanda dei giornalisti riguardava una «ferita aperta» della società francese: le polemiche sull’etica e sui nuovi costumi.  Una preghiera universale proposta dal  cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale,  è stata letta in tutte le diocesi durante la messa del 15 agosto. Essa ha ricordato  — con parole chiare e puntuali — la visione cattolica dei fondamenti della società umana, soprattutto le strutture della famiglia e i doveri degli adulti verso i bambini.

Il testo chiaramente non prendeva di mira nessuno. Allora perché ha suscitato tanto scalpore sui giornali di Parigi? Per queste due righe della preghiera: «Che i bambini e i giovani smettano di essere l’oggetto dei desideri e dei conflitti degli adulti, per beneficiare dell’amore di un padre e di una madre». Era solo un auspicio costruttivo. Senza alcunché di provocatorio. Eppure la polemica è scoppiata, tre giorni prima dei festeggiamenti del 15 agosto. La polemica ha snaturato il significato e l’intenzione del testo dei vescovi. Si è affermato che la Chiesa «esce dal suo ruolo» intervenendo in un dibattito di natura sociale: il che corrispondeva a dire che, di tutti gli interlocutori sociali, solo i cattolici non hanno diritto di parola.

Da qui la curiosità dei giornalisti presenti sulla barca in testa alla processione mariana del 14 agosto. Volevano sapere cosa  pensavano i cattolici di Parigi dell’«affaire della preghiera universale», per esempio cosa ne pensavano gli uomini e le donne dell’Ordine del Santo Sepolcro il cui impegno nella Chiesa è evidente. Una parte della processione fluviale è stata così dedicata, per  gli addetti alla comunicazione dell’Ordine, a spiegare ai media quello che la preghiera dei vescovi in realtà diceva: come gran parte dell’opinione laica condividesse con i cattolici l’attaccamento alle strutture fondamentali della famiglia, perché non sarebbe normale escludere dal dibattito i soli cattolici. Di argomento in argomento, la discussione si è estesa al sinodo sulla nuova evangelizzazione e alla situazione della fede cristiana nell’Europa di oggi.

Una processione pubblica  è diventata così un’occasione per spiegare ai giornalisti il contenuto della fede, le sue implicazioni sociali e la sua solidarietà internazionale. Situazione insolita in una Parigi spesso percepita come chiusa all’ambito spirituale. E situazione nuova in una società dove i fondamenti umani sono in discussione, e dove la fede è estranea alla maggior parte della gente. In Francia, come nella maggior parte dei Paesi europei,  i compiti del laico cattolico si stanno moltiplicando. Quest’ultimo deve non solo spiegare la posizione della Chiesa riguardo ai problemi  della società, ma deve anche «rendere conto, a chi glielo chiede, della speranza che è in noi». Deve ricominciare dalla base, risvegliare nell’opinione pubblica il desiderio di saperne di più, contro corrente rispetto ai riflessi di sfiducia verso il “dogmatismo”. Sono questi i compiti della nuova evangelizzazione che è, con le parole del compianto cardinale Jean-Marie Lustiger, «l’evangelizzazione di una società interamente nuova».

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18 settembre 2019

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