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Dodici stati
fanno causa a Trump

· La moglie del presidente visita un centro che accoglie bambini separati dai genitori ·

Una dozzina di stati, tra i quali la California, intende fare causa alla Casa Bianca per la separazione dei bambini dai genitori che entrano illegalmente negli Stati Uniti dal Messico. I governatori ritengono infatti che l’ordine esecutivo firmato ieri dal presidente Donald Trump contenga molte riserve e non garantisca la riunione delle famiglie.

La questione si è aperta a seguito della politica della tolleranza zero applicata nei confronti dei migranti irregolari: una prassi che ha condotto alla separazione dei bambini, non passibili di arresto, dai genitori incriminati per immigrazione clandestina. A seguito di una vasta mobilitazione internazionale Trump ha firmato un decreto in cui si impegna a «mantenere le famiglie unite» nei centri di detenzione, ma non affronta la questione dei minori già divisi dai genitori. Attualmente sono 2342 i bambini allontanati dalle famiglie, e secondo alcune fonti sarebbero stati costretti ad assumere sedativi e altre sostanze psicotropi senza il consenso dei genitori. «Non mi piace vedere famiglie che vengono divise», ha detto il presidente in dichiarazioni rilasciate accanto al segretario alla giustizia Jeff Sessions e al segretario per la sicurezza interna Kirstjen Nielsen. La Casa Bianca ha comunque ribadito che la politica della tolleranza zero non sarà sospesa.

Ieri la first lady, Melania Trump è volata in Texas per una visita a sorpresa nel centro di McAllen, la struttura dalla quale sono uscite le immagini dei bambini in gabbia che tanta indignazione hanno suscitato in tutto il mondo. Il direttore del centro ha riferito che la maggior parte dei bambini è originario del Guatemala e che al loro arrivo i piccoli migranti sono «sconvolti». Intanto ieri lo speaker della camera dei rappresentanti Paul Ryan ha annunciato il rinvio alla prossima settimana del voto sul progetto di legge sull’immigrazione. Il voto era previsto per oggi e inizialmente era stato posticipato a domani.

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20 maggio 2019

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