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​Dispersi nel Mediterraneo

· ​Si cercano decine di migranti che si trovavano su un barcone partito dalla Libia e affondato in acque turche ·

Salvagenti abbandonati dai migranti sulla spiaggia libica (Afp)

Resta alta la preoccupazione per la sorte di decine di migranti dopo il naufragio avvenuto ieri nelle acque turche. Sono state tratte in salvo 38 persone, tra cui cinque donne e una bambina, dopo che un natante, partito dalla Libia, è affondato al largo di Kefken, nella provincia turca di Kocaeli. Al momento è stata confermata la morte di quattro migranti, rinvenuti senza vita in mare, ma proseguono le ricerche perché restano disperse altre decine di persone. Sembra che a bordo dell’imbarcazione, partita dalla zona di Sabrata e ritrovata distrutta all’altezza di Sidi Saied a 20 chilometri di Zuara, ci fossero 130 migranti. Nel testo diffuso dalla guardia costiera libica, si legge che erano partiti il 15 settembre e che il naufragio è avvenuto dopo l’esaurimento del carburante.
Nei giorni scorsi, sempre vicino a Sabrata, città della Libia nord-occidentale, la guardia costiera libica ha fatto sapere di aver soccorso più di tremila migranti in una settimana, in dodici diverse operazioni. In particolare, in un solo giorno sono state fermate otto imbarcazioni, sulle quali viaggiavano 1047 persone. Proprio nella zona di Sabrata, che dista 70 chilometri da Tripoli, c’è notizia di scontri tra varie milizie avversarie. Secondo fonti militari locali, le diverse fazioni stanno spostando armi pesanti e mezzi in vista di nuovi pesanti combattimenti. Il flusso di migranti in partenza dalla Libia nell’ultima settimana è il più consistente che sia stato registrato da metà luglio, da quando sono cominciati a calare drasticamente gli arrivi in Italia. Dopo l’accordo stipulato con l’Italia e appoggiato dall’Ue, che prevede fondi e assistenza logistica per le forze di Tripoli, i migranti intercettati e soccorsi dalla guardia costiera libica vengono riportati nei centri raccolta in Libia. Da metà luglio a oggi l’Italia ha registrato 6500 arrivi, che equivale a solo il 15 per cento della media del periodo dal 2014 al 2016. E dall’inizio dell’anno a oggi, secondo dati del Viminale, gli sbarchi sulle coste italiane sono stati 100.541, il 22 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando sulle nostre coste arrivarono 129.225 migranti. Da Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sottolinea che «sulle migrazioni l’Unione europea è riuscita a riprendere il controllo delle frontiere esterne e a far scendere i numeri dei migranti irregolari e dei morti in mare», ma «c’è ancora un importante e duro lavoro che deve fare».

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19 marzo 2019

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