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Disoccupazione in calo negli Stati Uniti

· Si accende al Congresso lo scontro tra repubblicani e democratici sul debito pubblico ·

La ripresa del mercato del lavoro americano si fa più solida, segno che il miglioramento dell’attività economica inizia a vedersi anche in termini di occupazione. Ma il ritmo di crescita è ancora lento e ci vorrà tempo prima di vedere una stabilizzazione.

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è tornato ieri sotto la soglia del nove per cento, passando a febbraio all’8,9 dal 9,1 per cento di gennaio. È il livello più basso da quasi due anni, da aprile 2009. Al tempo stesso, i nuovi posti di lavoro sono stati 192.000: un aumento così consistente non si vedeva da maggio scorso, quando però il dato era stato «gonfiato» dalle assunzioni temporanee fatte dal Governo in occasione del censimento. A fare da traino è il settore privato dove i nuovi occupati sono stati 222.000, mentre nell’impiego pubblico sono state cancellate 30.000 posizioni.

Per il capo economista della Casa Bianca, Austan Goolsbee, «la crescita dell’occupazione nel settore privato è estremamente forte; sono numeri molto solidi», ma ha riconosciuto che il tasso di disoccupazione è ancora troppo alto e che «veniamo da una voragine molto profonda». Questa settimana lo stesso presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha sottolineato che il mercato del lavoro sta migliorando lentamente e che potrebbero volerci anni prima di rivedere un tasso di disoccupazione «a livelli più normali». Per gli economisti, la Fed vuole vedere per almeno 6-9 mesi un ritmo di crescita dei nuovi posti di lavoro nell’ordine delle 200.000 unità e un significativo calo del tasso dei senza lavoro prima di iniziare a ritirare le misure di stimolo all’economia.

Intanto, con la statistica odierna, il dipartimento del Lavoro ha anche rivisto al rialzo i dati di dicembre e gennaio, con quasi 60.000 nuovi occupati in più di quanto calcolato in precedenza. La crescita di posti di lavoro a febbraio si è vista principalmente nel comparto manifatturiero, edilizio e delle agenzie di lavoro temporaneo. In particolare, il sotto-indice relativo ai nuovi occupati nel settore dell’industria ha evidenziato un rialzo a quota 68,2: il livello più alto da maggio del 1998, mentre in quello delle costruzioni e nelle fabbriche l’aumento è stato rispettivamente di 33.000 unità.

Si fa teso, intanto, il confronto al Congresso sul tema del debito. I repubblicani hanno dichiarato che le misure proposte da Obama per nuovi tagli sono inaccettabili e indifendibili. Il presidente ha proposto nuovi tagli per un totale di 6,5 miliardi. Mitch McConnell, il capo dei repubblicani al Senato, ha definito «poco seria» la proposta di Obama, sostenendo che la Casa Bianca punta soltanto a mantenere lo status quo. Anche John Boehner, il presidente della Camera, repubblicano, ha attaccato duramente la politica dell’Amministrazione. Il tetto del debito federale americano — che non include i debiti dei singoli Stati né delle città né della previdenza — è stato fissato per legge a 14.300 miliardi. Senza un voto del Congresso che modifichi la cifra, il tetto rischia di essere raggiunto entro breve. Se ciò dovesse accedere, tutto l'apparato dell'amministrazione potrebbe bloccarsi. L'esercizio del bilancio provvisorio del 2011 non può prolungarsi oltre il 4 marzo. I repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera, impongono le proprie condizioni: se vuole l'intesa sul debito, Obama deve accettare immediatamente tagli per sessanta miliardi alla spesa pubblica. Ma il presidente tiene duro, rifiutandosi di risparmiare su scuola, ricerca e ambiente, aspetti chiave del suo programma.

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