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Disimpegno militare
di Mosca dalla Siria

· ​In attesa dei colloqui di pace ad Astana ·

La portaerei russa Kuznetsov pronta a lasciare il Mediterraneo (Ap)

Le continue violazioni del cessate il fuoco in Siria non sembrano preoccupare la Russia, che ieri ha annunciato l’inizio del ritiro delle sue forze. Mentre nella provincia di Raqqa, la roccaforte del cosiddetto stato islamico (Is) nel paese, le milizie curde, sostenute dagli Stati Uniti, continuano la loro avanzata giungendo ormai a ridosso di una strategica diga sull’Eufrate, 45 chilometri a ovest della città. Ed è di almeno 60 morti e oltre 50 feriti il bilancio di un attentato avvenuto oggi ad Azaz, città siriana al confine con la Turchia controllata dai ribelli. Un’autobomba è esplosa in un affollato mercato della città. Il ministero della difesa di Mosca ha annunciato di aver dato inizio alla riduzione delle forze russe precisando che il gruppo navale guidato dalla portaerei Kuznetsov sarà il primo a lasciare l’area. I russi se ne vanno accompagnati dal ringraziamento di Damasco per avere rovesciato le sorti di un conflitto che all’epoca del loro intervento, nel settembre del 2015, sembrava volgere decisamente a favore dei ribelli. «Il sostegno che l’aviazione russa ci ha offerto è stato fondamentale per le nostre vittorie», ha detto il capo dello stato maggiore delle forze armate siriane, il generale Ali Abdullah Ayyoub. Ma in attesa delle trattative di pace tra governo e opposizioni, che dovrebbero aprirsi il 23 gennaio ad Astana, in Kazakhstan, sotto la regia di Mosca e Ankara, nuovi combattimenti sono stati segnalati nella Valle di Barada, 15 chilometri a nord-ovest di Damasco. Almeno nove persone, tra i quali due civili, sono rimasti uccisi nella notte in nuovi scontri nonostante l’entrata in vigore, ormai 10 giorni fa, della tregua. Tra le vittime, anche sette soldati, una ventina i militari feriti. Nel frattempo le cosiddette Forze democratiche siriane a predominanza curda, sostenute dai bombardamenti della coalizione internazionale a guida statunitense, hanno strappato ieri all’Is il castello medievale di Jabbar, a ridosso della diga di Tabqa sull’Eufrate.

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23 maggio 2019

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