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Disgelo
tra Nato
e Russia

· Primi contatti militari ·

Il capo di stato maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, ha parlato ieri al telefono con il comandante del comitato militare della Nato, il generale ceco Petr Pavel, primo colloquio fra i vertici militari dei due blocchi dal 2014, dopo la crisi ucraina.

Nella telefonata fra Gerasimov e Pavel, avvenuta su iniziativa della Nato, è stata «confermata la necessità di adottare passi per ridurre le tensioni, stabilizzare la situazione in Europa», ha precisato — come riferisce l’agenzia Interfax — il ministero della difesa a Mosca che ha espresso la preoccupazione della Russia per il dispiegamento di un sistema di protezione rafforzato e per un aumento dell’attività militare dell’Alleanza atlantica vicino ai suoi confini. Il mese scorso nella capitale dell’Azerbaigian Gerasimov aveva incontrato il capo degli stati maggiori riuniti americano, Joseph Dunford.

Fonti dell’Alleanza atlantica hanno confermato che il colloquio ha avuto luogo precisando che «è nell’interesse della Nato e della Russia avere dei canali di comunicazione attivi tra militari e che questi canali restino aperti». Come detto, è la prima volta che un generale russo si è intrattenuto direttamente con un omologo dell’Alleanza atlantica dopo la decisione di congelare i rapporti e la cooperazione in seguito all’annessione della Crimea da parte di Mosca. Le relazioni bilaterali si erano deteriorate con l’inizio del conflitto tra le forze di Kiev e i separatisti filorussi nell’est ucraino, con i paesi occidentali che accusavano Mosca di sostenere i ribelli. Poi si sono registrate una serie di vicendevoli accuse con la Nato che si diceva preoccupata per le vaste manovre militari russe e Mosca che denunciava il rafforzamento dell’Alleanza atlantica nei paesi baltici e in Polonia.

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19 maggio 2019

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