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L’Onu chiede un’inchiesta
sulle violenze contro i rohingya

Rohingya in un campo profughi (Afp)

Riunione straordinaria dell’Onu, ieri a Ginevra, sulla crisi nel Rakhine, lo stato del Myanamr da dove fuggono i rohingya, la minoranza etnica musulmana. Negli, ultimi mesi, oltre 620.000 rohingya sono scappati nel vicino Bangladesh a causa delle ripetute violenze messe in atto dall'esercito di Naypyidaw, dopo che ad agosto scorso alcuni militanti armati dell’etnia minoritaria avevano attaccato postazioni delle forze di sicurezza del Myanmar.

Durante i lavori, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc) ha chiesto l'avvio di un'inchiesta internazionale sugli abusi e i crimini contro i rohingya, che — si legge in un documento emesso da Ginevra — «potrebbero prefigurare un genocidio». L’Onu ha già denunciato più volte una «pulizia etnica» nei confronti dei rohingya. Nel suo intervento, dopo essersi rammaricandosi che l’accesso al Rakhine sia stato vietato agli investigatori dell’Onu, l’alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid bin Ra'ad Zeid Al Hussein, ha auspicato che i 47 paesi dell’Unhcr intraprendano al più presto «misure per porre fine alla grave crisi umanitaria». 

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