Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Disastro ambientale
al largo della Corsica

Si sta allargando la macchia di petrolio formatasi nel mar Tirreno dopo la collisione di sabato scorso tra due navi. La chiazza è stata fotografata dal satellite Sentinel 1a, che fa parte, con Sentinel-1b, della costellazione europea Copernicus, condotta da Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione Ue. Nei giorni scorsi la motonave tunisina Ulisse, che trasportava autocarri e automobili, si è scontrata al largo di capo Corso, a nord della Corsica, con la nave portacontainer Cls Virginia, battente bandiera cipriota, e da quest’ultima si è sversato il carburante. Non ci sono state vittime, ma la collisione ha provocato una scia di petrolio lunga circa 20 chilometri. Sebbene l’incidente si sia verificato in acque francesi, le operazioni di pulizia sono effettuate congiuntamente da Francia, Italia e Principato di Monaco, nel quadro del piano d’intervento RamogePol per la lotta contro gli inquinamenti marini accidentali nel Mediterraneo.

Secondo la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, «nonostante il meccanismo di sicurezza legato a Ramogepol si sia immediatamente attivato», la situazione è preoccupante e sarebbe ancora più grave se «la collisione fosse avvenuta all’interno dello stretto di Bonifacio, un’area estremamente fragile che continua a essere esposta a un traffico estremamente elevato». L’area, denuncia il Wwf, «è costantemente soggetta al rischio di inquinamento, a causa del notevole traffico marittimo che vi si svolge e della tipologia di navi che vi transitano». Il 63 per cento sono classificate a rischio “alto” o “molto alto”, secondo la metodologia Imo (International Maritime Organization)». Tra le raccomandazioni dell’Imo, che ha dichiarato l’area dello stretto di Bonifacio e le zone circostanti “Area marina particolarmente sensibile”, figura l’attivazione del pilotaggio controllato. Dall’avvio della sperimentazione, però, le richieste di pilotaggio sono state solo 14.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE