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​Disastro aereo vicino a Mosca

· Tutte le ipotesi al vaglio mentre procedono le operazioni di recupero dei resti delle 71 vittime ·

Le ricerche dei corpi delle vittime del disastro aereo avvenuto domenica vicino a Mosca, che ha provocato 71 morti, potrebbero durare una settimana: lo hanno reso noto le autorità russe. Intanto è stato confermato il ritrovamento della seconda scatola nera dell’aereo che era diretto a Orsk, nella regione di Orenburg. Sul posto si lavora 24 ore al giorno, ha assicurato il ministro delle emergenze, Vladimir Puchkov, sottolineando però che le operazioni sono ostacolate dalle forti nevicate.

Una parte dell’aereo precipitato (Epa)

L’aereo della Saratov Airlines, un Antonov an-148, si è schiantato al suolo pochi minuti dopo il decollo dallo scalo di Mosca Domododevo nel primo pomeriggio di ieri, spezzando la vita di 65 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Le squadre di soccorso si sono subito messe in moto. «Non vi sono sopravvissuti»: con queste parole, in serata, il ministro dei trasporti Maxim Sokolov ha chiuso a ogni speranza. Il Comitato investigativo ha dichiarato che al momento sono al vaglio «tutte le ipotesi» e tra queste «le condizioni meteo, l’errore umano, le condizioni tecniche del velivolo e altri possibili scenari». La parola terrorismo non è stata pronunciata ma neppure esplicitamente esclusa. Il presidente Vladimir Putin ha ordinato subito la creazione di una commissione d’inchiesta per far luce sulle cause della tragedia e ha rinviato un viaggio di lavoro a Sochi, inizialmente previsto per oggi, proprio per rendersi «disponibile a coordinare i lavori della commissione», qualora si rendesse necessario. L’inchiesta dovrà innanzitutto chiarire se tutti gli standard di sicurezza sono stati rispettati. Gli inquirenti hanno interrogato i controllori di volo e il personale dello scalo moscovita che ha preparato per il volo l’Antonov, che aveva otto anni di vita ed era stato concesso in leasing dalla Rossiya Airlines. 

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