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· ​La lotta di una suora in Panamá per la popolazione Ngäbe-Buglé minacciata da una diga ·

La diga di Barro Blanco sul fiume Tabasará, nella provincia panamense di Chiriquí, minaccia da anni la comarca Ngäbe-Buglé, uno dei territori indigeni più grandi del paese. Nonostante l’opposizione dei popoli nativi, che accusano le istituzioni e l’impresa costruttrice di non averli consultati e denunciano violazioni di diritti umani e devastazioni ambientali, il progetto idroelettrico, uno dei tanti avviati in Panamá, va avanti ed è a un passo dalla conclusione. Accanto agli indigeni Ngäbe c’è anche la Chiesa, in particolare un gruppo missionario del quale fa parte suor Edia López García, delle Sorelle della Misericordia. "Sono nata - racconta - a David, nella provincia di Chiriquí. Ho scoperto la vocazione e l’impegno di vita cristiana nella parrocchia della mia città, affidata ai padri lazzaristi. Ho iniziato la mia esperienza di fede nei gruppi giovanili, nelle missioni estive e come catechista della comunità. Partecipando alle riunioni con i giovani della parrocchia ho incontrato le Suore della Misericordia. Era il 1982, non avevo ancora 15 anni. Suor Barbara Ozelski mi invitò a partecipare a un gruppo chiamato «Ricerca», proprio nel momento in cui stavo cercando di dare alla mia vita un maggiore coinvolgimento. Qui è cominciato il processo di discernimento della mia vocazione religiosa e presi i voti. A 18 anni sono stato accettata per il discernimento nell’istituto delle Suore della Misericordia delle Americhe, che avevano la missione in Panamá. Da allora mi sono innamorata del carisma della Misericordia che cerca di alleviare le cause delle sofferenza dei più poveri. Sono diventata suora nel 1986. Lavoro e accompagno il processo di sviluppo locale nelle comunità indigene di etnia Ngäbe-Buglé. Sono nove anni che servo questa gente povera ed emarginata del mio paese.

di Giovanni Zavatta

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26 gennaio 2020

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