Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Diritti umani al primo posto

· Il Papa ricorda le vittime della sciagura mineraria in Turchia e i migranti annegati nel Mediterraneo ·

L’ansia per le centinaia di persone che ancora sono intrappolate nella miniera di Soma, in Turchia, a causa dell’esplosione avvenuta martedì pomeriggio e nella quale hanno perso la vita circa duecento minatori; il dolore per le «stragi vergognose» che si perpetuano nei naufragi continui nel Mediterraneo; la sofferenza vissuta accanto ai mai dimenticati  disoccupati della Sardegna; l’indignazione per i diritti della persona umana calpestati, anche se elementari come quello alla salute, condivisa con gli abitanti della cosiddetta «terra del fuoco».

Sono questi i sentimenti che Papa Francesco ha voluto manifestare questa mattina, mercoledì 14 maggio, ai fedeli che in piazza San Pietro hanno partecipato all’udienza generale. Ha chiesto loro di pregare perché sempre al primo posto di ogni sistema economico e sociale siano messi i diritti umani.

E lo ha chiesto dopo la riflessione dedicata a quel dono speciale dello Spirito santo che è la fortezza. Un dono, ha detto, «che ci libera da tanti impedimenti» e ci dà forza anche nei momenti più difficili e nelle situazioni estreme. E c’è tanta gente, ha sottolineato il Papa, che vive quotidianamente situazioni gravi, problematiche. Persone che non ci sono sconosciute: «Tutti noi conosciamo gente che ha vissuto situazioni difficili, tanti dolori», uomini che lottano per portare avanti la famiglia, per educare i figli.

Ma, ha proseguito, sappiamo anche che ci sono tanti uomini che hanno la “fortezza” necessaria per aiutare chi è in difficoltà. Si tratta di uomini e donne, ha detto, che onorano «il nostro popolo, onorano la nostra Chiesa». Papa Francesco non esita a definirli «i santi nel quotidiano», quelli che sono «nascosti in mezzo a noi». Gente per la quale «dobbiamo ringraziare il Signore», perchè sono i testimoni «di una santità nascosta». Proprio in virtù del loro esempio, non dobbiamo lasciarci «prendere dalla pigrizia, o peggio dallo sconforto nè arrenderci «di fronte alle fatiche e alle prove della vita».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE