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a ogni barriera

· ​Il cardinale Vegliò sul viaggio del Papa a Lesbo ·

Un gesto concreto di solidarietà e di vicinanza verso tanti disperati in fuga da guerra e miseria. È questo, per il cardinale Antonio Maria Vegliò, il significato della visita che Papa Francesco compirà sabato 16 aprile nell’isola di Lesbo. Il presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti ne parla in questa intervista rilasciata al nostro giornale in occasione dell’incontro annuale del Comitato cattolico internazionale per gli zingari (Ccit) sul tema: «All’incrocio: l’Europa, le Chiese e le culture di fronte alla misericordia».

Accoglienza di migranti nell’isola di Lesbo (Reuters)

Perché la scelta di Francesco di recarsi a Lesbo?

L’isola di Lesbo, come Lampedusa, è ormai diventata uno dei volti della crisi umanitaria in atto. Milioni di uomini, donne e bambini, tante volte da soli, in fuga da guerre e persecuzioni politiche e religiose, sono obbligati a intraprendere viaggi irregolari e drammatici nel disperato tentativo di mettersi in salvo e, con il desiderio di chiedere asilo, approdano su queste coste simbolo di speranza. La visita del Papa è un segno concreto della sua vicinanza a migranti e rifugiati e riporta in primo piano il problema migratorio in Europa.

Quali sono le condizioni dei profughi sull’isola?

A Lesbo, come spesso accade nei luoghi di sbarco, le condizioni per un’accoglienza adeguata sono insufficienti e gli arrivi sono continui, soprattutto da Siria, Iraq, Afghanistan e Somalia. Proprio sul dovere di offrire accoglienza e sul rispetto e la tutela della dignità di chi è costretto a partire, Francesco vuole attirare l’attenzione del mondo intero. La visita del Pontefice, assieme al patriarca Bartolomeo e all’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Hieronymos ii, è un gesto ecumenico cristiano concreto; un cuor solo e un’anima sola per affrontare il dramma della migrazione forzata e per ribadire insieme, nel nome di Cristo, l’importanza della responsabilità fraterna, guardando negli occhi le persone in fuga per le quali la sorte viene spesso decisa con accordi cinici e ignorando le vere ragioni alla base della loro tragedia.

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13 novembre 2019

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