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Diplomazie concentrate sulla Siria

· Si tenta di superare gli ostacoli sul cammino verso la conferenza internazionale di pace ·

L’Unione europea stanzia 85 milioni di euro per gli interventi umanitari

Le diplomazie internazionali restano concentrate sulla Siria nel tentativo di innescare un processo di pace. La strada è quella della conferenza internazionale detta Ginevra 2,  prevista per il 23 e 24 novembre, ma sulla quale permangono ostacoli e incertezze. Della questione si occupa oggi  l’inviato dell’Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, che ieri è arrivato a Damasco per  l’ultima tappa di una missione che l’ha già portato in Egitto, Turchia, Giordania, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar. Inoltre, proprio per discutere sulle prospettive  della conferenza internazionale, è stata fissata per domenica prossima al Cairo una riunione a livello di ministri degli Esteri dei Paesi della Lega Araba.  Rispondendo a  una precisa domanda  il vice segretario della Lega Araba,  Ahmed Ben Hilli, ha detto che  l’incontro sarà imperniato sull’appoggio alle forze di opposizione, sollecitato a suo tempo da Ahmed Jarba, leader della Coalizione nazionale siriana, che ne raccoglie diversi gruppi.

Nel frattempo, la Commissione europea ha stanziato altri 85 milioni di euro per aiuti umanitari. La situazione del Paese è sempre più grave. È di oggi la conferma da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) della presenza di almeno dieci casi di poliomielite nel nord-est. L’Oms tema che i movimenti di popolazioni provocati dalla guerra possano ulteriormente favorire il contagio.

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20 luglio 2019

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