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Diplomazia
per salvare Aleppo

· Si moltiplicano gli appelli per un’estensione della tregua in Siria ·

Diplomazia internazionale al lavoro per il ripristino della tregua in Siria, mentre il conflitto continua a mietere vittime tra i civili ad Aleppo e in altre regioni del Paese. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha incontrato ieri a Ginevra il ministro degli Esteri saudita, Adel Jubeir, e l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan De Mistura, atteso oggi a Mosca. 

Civili dopo un bombardamento sulla città  (Afp)

«Ci stiamo avvicinando a un’intesa» per il rinnovo di un cessate il fuoco in Siria, ma «c’è ancora lavoro da fare» ha detto Kerry, dato che al momento il conflitto appare «fuori controllo». Sempre ieri Kerry ha avuto anche una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. Nei giorni scorsi De Mistura aveva chiesto a Stati Uniti e Russia di fare pressioni sulle parti in causa (truppe di Assad e ribelli) per fermare l’inasprimento della violenza. In un appello di poche ore fa, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invitato le parti in conflitto «a espandere la tregua includendo la provincia settentrionale di Aleppo». Vista la temporanea cessazione delle ostilità a Latakia e a Damasco, il segretario generale ha sottolineato «la necessità di ampliare queste disposizioni ad altre parti della Siria, con una particolare urgenza ad Aleppo». Il capo delle Nazioni Unite, inoltre, si è detto profondamente preoccupato «per il crescente numero di morti ad Aleppo, dove le forze di Governo e di opposizione sono in conflitto tra loro, provocando danni soprattutto alla popolazione civile».

Aleppo è ormai una città divisa in tre settori: quello sotto il controllo delle truppe regolari siriane leali al presidente Assad, quello in mano ai ribelli e infine quello occupato dai jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). La popolazione civile è allo stremo: manca praticamente ogni cosa, dal cibo ai servizi più essenziali come l’assistenza medica. Solo pochi giorni fa un ospedale, uno degli ultimi, gestito dall’organizzazione Medici senza frontiere è stato distrutto nel corso di un bombardamento.

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18 settembre 2019

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