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Via diplomatica
per la questione iraniana

· ​Ma Teheran non esclude la ripresa dell’arricchimento dell’uranio ·

 Sono giorni frenetici quelli seguiti all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump che ha deciso di uscire unilateralmente dall’accordo del 2015 sul nucleare iraniano, accusando Teheran di finanziare il terrorismo e di rappresentare una minaccia per la stabilità in Medio Oriente. Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha evocato ieri la possibilità che il suo paese possa tornare ad arricchire l’uranio «su scala industriale senza restrizioni», sfruttando i risultati delle ultime ricerche. Ma Teheran non esclude la strada della diplomazia. Zarif ha infatti in programma, nei prossimi giorni, una serie di colloqui con gli altri firmatari dell’accordo, per chiedere garanzie sul rispetto dell’intesa. Domani sarà a Pechino, lunedì a Mosca per una visita dal suo omologo russo Sergei Lavrov. Martedì, infine, Zarif volerà a Bruxelles per incontrare i rappresentanti di Germania, Francia e Gran Bretagna, i paesi europei che hanno sottoscritto l’accordo. Parteciperà all’incontro anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune Federica Mogherini. «Se domattina l’accordo non ci fosse più ci sarebbero conseguenze disastrose. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per mantenerlo» ha dichiarato ieri Mogherini. «Come europei siamo determinati a mantenere tutti gli impegni presi — ha aggiunto — e a fare in modo che tutte le parti coinvolte lo facciano. Nessun Paese da solo può disfare l’accordo o distruggerlo».

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18 marzo 2019

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