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​Dio fa il primo passo

· ​All’udienza generale il Papa spiega la gratuità del vero amore ·

«Il primo passo che Dio compie verso di noi è quello di un amore anticipante e incondizionato». Lo ha ricordato Papa Francesco ai fedeli riuniti mercoledì 14 giugno in piazza San Pietro per l’udienza generale. Proseguendo nelle catechesi dedicate alla speranza, il Pontefice ha ribadito che «Dio ama per primo» e lo fa «perché egli stesso è amore».

Renee Kahn, «Il ritorno del figliol prodigo»

La riflessione del Papa è partita dalla constatazione che «nessuno di noi può vivere senza amore». Ma, ha specificato Francesco, «una brutta schiavitù in cui possiamo cadere è quella di ritenere che l’amore vada meritato», ossia che occorra sempre un motivo per amare l’altro. Dimenticando, invece, «la gratuità del voler bene», senza la quale il mondo finisce per trasformarsi in «un inferno».

I «tanti narcisismi dell’uomo», in realtà, nascono proprio «da un sentimento di solitudine e di orfanezza». E celano una domanda di fondo: «Possibile che io non meriti di essere chiamato per nome, cioè di essere amato?». Dietro diverse «forme di odio sociale e di teppismo c’è spesso un cuore che non è stato riconosciuto», ha sottolineato il Pontefice riferendosi soprattutto al mondo dei ragazzi e ricordando che «non esistono bambini cattivi, come non esistono adolescenti del tutto malvagi, ma esistono persone infelici. E che cosa può renderci felici se non l’esperienza dell’amore dato e ricevuto?».

La vita dell’uomo, in effetti, è «uno scambio di sguardi: qualcuno che guardandoci ci strappa il primo sorriso, e noi che gratuitamente sorridiamo a chi sta chiuso nella tristezza, e così gli apriamo una via di uscita». Con questa logica agisce Dio, il quale «non ci ama perché in noi c’è qualche ragione che suscita amore» e neppure «lega la sua benevolenza alla nostra conversione». Egli invece ci ama incondizionatamente e gratuitamente, perché — ha rimarcato il Papa citando le parole di san Paolo — «mentre eravamo ancora peccatori è morto per noi» e «per amore nostro ha compiuto un esodo da sé stesso».

Per rendere più concreta la sua riflessione Francesco ha indicato come esempio l’amore di un padre o di una madre. «Io ricordo — ha raccontato parlando a braccio — tante mamme, che facevano la fila per entrare in carcere, nella mia precedente diocesi. E non si vergognavano. Il figlio era in carcere, ma era il loro figlio». Dunque, «soltanto questo amore di madre e di padre ci fa capire come è l’amore di Dio», che vuol bene a ciascuno dei suoi figli «anche quando è peccatore».

In conclusione, dialogando con i fedeli presenti in piazza, il Papa ha ribadito che l’amore «è la medicina per cambiare il cuore di una persona che non è felice». E per far «sentire alla persona che uno l’ama, bisogna anzitutto abbracciarla, farle sentire che è desiderata, che è importante». Perché, ha concluso, «amore chiama amore, in modo più forte di quanto l’odio chiami la morte».

La catechesi del Papa

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