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Dio è violent

· Il saggio ·

Partendo da una scritta letta su un muro — in cui la vocale finale è stata cancellata, aprendo la possibilità, agli occhi della Muraro, di un dio femminile — in Dio è violent (Nottetempo, 2012) la filosofa riflette sull’uso della violenza nelle nostre società occidentali, mettendo in discussione la delega allo Stato insita nel contratto sociale su cui si basano tutte le società moderne. Gli Stati, scrive, ne hanno fatto un uso molto discutibile, per cui converrebbe a noi cittadini riprendere la delega, e cercare di riproporre un uso della violenza calibrato attentamente con la giustizia. Ma per farlo bisogna partire da Dio, allo scopo di «ingrandire le vedute e di far giocare qualcosa del molto che è fuori gioco dal regime storico della vita del pensiero». Perché oggi, che «il benessere materiale è in forse, ci accorgiamo che l’unico orientamento generale lo dava la crescita economica» e quindi «non lasciamo che il nostro bene fatto di relazioni e di speranze, vada a vantaggio di una bottega discreditata che non ha l’autorità di tenere a bada i privilegiati e i prepotenti».

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29 gennaio 2020

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