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Dimostrazioni davanti alle carceri venezuelane

· Organizzate a Caracas da parlamentari dell’opposizione ·

Ancora tensione in Venezuela. Ieri, dopo aver raggiunto insieme a un corteo di manifestanti antigovernativi una delle prigioni di Caracas, un gruppo di parlamentari ha tenuto un’udienza davanti all’ingresso del carcere. È stata esaminata la situazione dei prigionieri politici. 

Durante l’incontro è stato approvato un manifesto sulle violazioni dei diritti umani dei prigionieri. Il documento sarà ora portato alla Corte penale internazionale dell’Aja, come hanno annunciato numerosi esponenti dell’opposizione. La manifestazione ha raggiunto Ramo Verde, il carcere di massima sicurezza in uno dei quartieri periferici della città dove è rinchiuso Leopoldo López, tra i leader più noti dell’opposizione, che sconta una pena di tredici anni di carcere, accusato di aver commesso atti violenti durante le proteste del 2014. Gli uomini della guardia nazionale hanno chiuso gli ingressi nella zona di Ramo Verde e dispiegato nell’area unità anti-sommossa. «Niente ci impedirà di chiedere la libertà dei nostri prigionieri politici» hanno commentato alcuni dei principali dirigenti dei manifestanti.

Intanto, le condizioni della popolazione peggiorano. La direttrice di Caritas Venezuela, Janeth Marquez, ha reso noto che «l’80 per cento della popolazione venezuelana ha difficoltà a trovare cibo e reperire farmaci. Più della metà si trova in condizioni estreme, soprattutto i bambini e gli anziani, prime vittime della malnutrizione ma la situazione difficile riguarda tutti, poveri e classe media. Alcuni hanno perso fino a venti chili di peso perché non hanno soldi per sfamarsi. Molti cercano cibo nella spazzatura, ci sono tantissimi bambini denutriti».

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11 dicembre 2019

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