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Difficili
i soccorsi ai terremotati

· Il cordoglio di Papa Francesco per le popolazioni in Afghanistan e in Pakistan ·

Cresce di ora in ora il numero delle vittime del devastante terremoto che ha colpito ieri la regione al confine tra Afghanistan e Pakistan. Il bilancio è destinato a salire quando i soccorritori avranno accesso alle aree più impervie.

Devastazioni provocate  dal sisma a Peshawar (Reuters)

Finora la tragedia ha causato almeno 365 morti (250 in Pakistan e 115 in Afghanistan) con oltre 2000 feriti. La provincia di Khyber Pakhtunkhwa è l’area più colpita dal sisma, in territorio pakistano. I soccorritori — inviati nelle zone più remote delle montagne al confine tra i due Paesi per verificare gli effetti del terremoto — sono impegnati a scavare sotto le macerie per cercare eventuali superstiti. Non risultano invece vittime né danni nel vicino Nepal, dove sei mesi fa, un altro devastante terremoto colpì 6,6 milioni di persone provocando oltre 8000 morti. Per migliaia di persone è stata una notte all’addiaccio trascorsa all’esterno delle abitazioni nonostante le rigide temperature per paura di ulteriori scosse. Al terremoto di magnitudo 7.5 — è stato avvertito anche in India e a New Delhi si sono visti diversi edifici oscillare — sono infatti seguite altre sette scosse ieri pomeriggio, con magnitudo massima di 4.8. L’ultima scossa è stata registrata poco prima dell’alba di oggi. Un telegramma a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, è stato inviato dal Papa all’arcivescovo Edgar Peña Parra, nunzio apostolico in Pakistan.

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26 maggio 2019

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