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Difficile ridistribuzione

· Dopo lo sbarco dei 49 migranti a Malta ·

È iniziata ieri pomeriggio l’operazione per trasferire i 49 migranti — rimasti in mare per 20 giorni — sulle navi marina militare maltese. In mattinata Malta aveva autorizzato lo sbarco delle persone salvate a bordo delle due navi Sea Watch 3 e Sea Eye con un accordo raggiunto con altri paesi che tiene in considerazione anche le 249 persone soccorse dalla guardia costiera maltese nelle ultime settimane. Tutti i profughi verranno ricollocati in otto diversi stati europei.

Il momento dello sbarco dei migranti della Sea Watch 3 (Reuters)

Sono coinvolti nell’accordo per la redistribuzione dei 49 migranti l’Italia, la Germania, la Francia, il Portogallo, l’Irlanda, la Romania, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Quanto alle 249 persone che Malta ha soccorso alla fine di dicembre, 131 verranno ricollocati in altri paesi Ue e 44 provenienti dal Bangladesh verranno rimpatriati.

Per quanto riguarda l’Italia, soltanto nella notte il governo ha confermato che accetta «una decina» di migranti tra quelli sbarcati a Malta, ma a farsene carico sarà la Chiesa Valdese. Francia e Germania ne prenderanno 60 ciascuno, il Portogallo 20, Irlanda, Lussemburgo e Olanda ne accoglieranno sei ciascuno e cinque la Romania. In ogni caso, l’annuncio di un compromesso è arrivato a conclusione di un vertice di maggioranza tra Movimento 5 stelle e Lega.

In una nota di Palazzo Chigi si legge: «Manteniamo l’impegno ad accogliere donne bambini senza dividere nuclei familiari, li affideremo alla Chiesa Valdese che si è offerta di accoglierli senza oneri per lo stato». Inoltre, «in attesa dei trasferimenti da Malta di queste persone» il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha chiesto un incontro urgente con il commissario europeo Dimitri Avramopoulos per far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 migranti che da agosto l’Italia aspetta che siano accolti dalla Germania, Olanda e altri sette paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni decisi dal consiglio europeo. Si chiede dunque che la Commissione Ue faccia rispettare l’impegno di alcuni paesi a ricollocare queste oltre 200 persone giunte in agosto sulle coste italiane.

Intanto, sulle coste italiane, nelle stesse ore dello sbarco divenuto un caso politico e mediatico, cinquantuno migranti di etnia curda sono stati soccorsi in provincia di Crotone, all’altezza della frazione Torre del comune di Melissa. All’alba una imbarcazione a vela si era si è incagliata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel e le urla dei migranti hanno svegliato alcuni dei residenti della zona. Il sindaco di Melissa Gino Murgi e diversi cittadini si sono prodigati per trarre in salvo le persone. È stata anche utilizzata un’imbarcazione di salvataggio dell’hotel per portare al sicuro le persone. Le prime a essere messe in salvo sono state sei donne e quattro bambini, tra i quali un neonato.

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