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Difesa globale
dei luoghi religiosi

· Un piano d’azione varato dalle Nazioni Unite su iniziativa del segretario generale Guterres ·

La chiesa di San Sebastiano, in Sri Lanka, dopo l’attentato dello scorso aprile

Rispondendo a un appello globale del segretario generale dell’Onu, António Guterres, di «riaffermare la santità» dei siti religiosi vittime di conflitti armati e atti di odio, la Alleanza delle civiltà delle Nazioni Unite (Unaoc) ha lanciato ieri un piano di azione a difesa di quelli che lo stesso Guterres ha definito «potenti simboli della coscienza collettiva». «Il nostro mondo sta affrontando un’ondata di antisemitismo, odio antimusulmano, attacchi ai cristiani e intolleranza verso altri gruppi religiosi», ha affermato il segretario generale. «Negli ultimi mesi, gli ebrei sono stati assassinati nelle sinagoghe, i musulmani uccisi nelle moschee, i cristiani uccisi in preghiera», ha ricordato. Basato sulla Dichiarazione universale dei diritti umani, il «Piano d’azione delle Nazioni Unite per la salvaguardia dei siti religiosi» si articola in sette principi guida: rispetto per tutte le persone, responsabilità di creare comprensione reciproca, diversità nel mondo, accettazione delle differenze, primato del dialogo, solidarietà, reazione comune in caso di tentata divisione e risposta unitaria agli attacchi. Come parte del piano, verrà creata una mappa per la creazione di siti religiosi nel mondo per costruire un database. Saranno inoltre intraprese azioni preventive contro l’intolleranza religiosa. I leader religiosi saranno chiamati a sviluppare strategie che non si limitano a rispondere a possibili attacchi e a partecipare alla redazione di un testo comune in occasione della Giornata internazionale per le vittime delle persecuzioni religiose (22 agosto). Infine, verrà compiuto uno sforzo sull’istruzione, a immagine dell’iniziativa avviata in Libano per istituire un’Accademia per incontri e dialoghi umani. Il piano mira inoltre a sollecitare gli stati membri delle Nazioni Unite a sviluppare strategie di sicurezza nazionale per i siti religiosi vulnerabili.

L’Alleanza delle civiltà era stata incaricata da António Guterres di mettere a punto un piano di azione dopo gli attacchi alle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, la sinagoga Tree of Life di Pittsburgh e a tre chiese cattoliche nello Sri Lanka.

Alla riunione per il lancio del Piano d’azione Onu sulla salvaguardia dei siti religiosi è intervenuta anche la rappresentante permanente italiana all’Onu, Mariangela Zappia. Ricordando come l’Italia sia sempre stata in prima linea negli sforzi a difesa della libertà di religione o di fede nel mondo e a sostegno del ruolo dei leader religiosi come promotori di dialogo e pace tra nazioni, l’ambasciatrice ha espresso «il pieno appoggio dell’Italia ai pilastri su cui si basa il piano».

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09 dicembre 2019

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