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In difesa di Schengen

· Juncker chiede ai Paesi membri di proteggere l’accordo «pietra angolare» della costruzione europea ·

Aumentano gli arrivi di rifugiati e migranti nel Mediterraneo e nei Balcani

«Mi rendo conto che Schengen è in coma. Ma tutti quelli che credono in questo principio devono rianimarlo. Più della moneta unica, Schengen rappresenta una pietra angolare della costruzione europea». 

Primi soccorsi ai migranti sbarcati sull’isola di Lesbo (Afp)

La difesa dello “spirito di Schengen” è stato il punto cruciale dell’intervento, oggi, alla sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo, del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. «Chi crede nell’Europa e nei suoi valori deve provare a rianimare il suo spirito. Una moneta unica non ha senso senza Schengen». E a partire da questo spirito, ha spiegato, l’Unione deve affrontare tutte le sue principali sfide, a cominciare da quelle dell’immigrazione e del terrorismo. «I servizi segreti devono collaborare molto di più: ricordo dopo l’11 settembre tanti buoni propositi. Ma nulla di più, lettera morta. Ora dobbiamo passare all’azione» ha detto Juncker, ricordando il massacro di Parigi. E quindi, nel passaggio successivo, ha voluto sottolineare l’errore di collegare terroristi e migranti. «Trovo pernicioso mettere sullo stesso piano i rifugiati, i migranti, con i terroristi: ricordiamoci che si tratta di persone che sono obbligate a scappare dal loro Paese per colpa di chi sparge il terrore in Europa» ha detto l’ex premier del Lussemburgo, che oggi ha ricevuto a Bruxelles il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Intanto, sul fronte dell’immigrazione l’emergenza resta elevata. Bruxelles ha deciso di donare alla Turchia tre miliardi di euro per gestire meglio le operazioni di controllo e assistenza. Il flusso degli arrivi continua però ad aumentare nel Mediterraneo e nei Balcani.

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23 marzo 2019

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