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Rispetto per le donne

· Manifestazioni e scioperi in settanta paesi per la giornata internazionale ·

L’8 marzo, giornata internazionale della donna, quest’anno in settanta paesi del mondo è diventata una giornata di scioperi. In Europa, in particolare, l’astensione dal lavoro ha coinvolto in modo massiccio Spagna, Francia e Italia. Diverse sigle sindacali hanno scelto questa data per protestare contro le disparità subite dalle donne nel mondo del lavoro, in particolare per quanto riguarda i divari salariali. 

Una donna pakistana lavora alla fabbricazione di mattoni (Epa)

In Francia, numerosi sindacati e associazioni francesi hanno invitato le donne a smettere di lavorare alle ore 15:40: l'orario scelto corrisponde al momento a cominciare dal quale, a parità di incarico o di mansione, le donne cominciano a lavorare gratis rispetto agli uomini, visto che il loro stipendio è mediamente inferiore del 26 per cento. «E' come se ogni giorno si smettesse di pagarle alle 15:40», si legge sul sito internet che riunisce 35 sigle tra associazioni e sindacati. Azioni sono previste in una quarantina di città, a partire da Parigi.

In Italia è stato promosso non solo uno sciopero dal lavoro classicamente inteso, ma piuttosto è stata prevista e incoraggiata un’astensione da ogni altra attività formale o informale, gratuita o retribuita e sarà uno sciopero dal consumo e dai ruoli imposti dagli stereotipi di genere. «Oggi le donne sono più consapevoli. Più presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell’impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Non ancora quanto dovrebbero, e quanto sarebbe utile» ha detto il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, intervenendo durante una cerimonia al Quirinale. Tra le altre, è stata particolarmente imponente la manifestazione a Seoul, in Corea, che non ha avuto caratterizzazioni particolari se non slogan contro i femminicidi e gli abusi.

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25 giugno 2018

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