Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Contro i nazionalismi e gli egoismi

· A cento anni dalla fine della Grande Guerra un forte monito a rifiutare ogni tentazione di predominio ·

Insieme per dire no alla guerra e per rilanciare l’impegno in favore della pace, contro ogni rigurgito di nazionalismo. A cento anni dalla fine della Grande Guerra, ieri nella capitale francese si sono ritrovati oltre 70 capi di stato e di governo per partecipare alla cerimonia in ricordo dei 18 milioni di morti di quel primo conflitto mondiale che segnò tragicamente l’inizio del cosiddetto secolo breve.

A piedi, i capi di stato e di governo hanno risalito, sotto la pioggia, il viale degli Champs-Élysées per raggiungere l’Arco di Trionfo, dove si è svolta la commemorazione solenne del centenario della firma dell’Armistizio. Accanto ad Emmanuel Macron e alla consorte, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il capo dello stato italiano, Sergio Mattarella. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello russo, Vladimir Putin, si sono uniti agli altri leader successivamente, arrivando in automobile ai piedi dell’Arco di Trionfo.

Alle 11, come avvenne l’11 novembre di 100 anni, hanno suonato le campane di tutti i luoghi simbolo della guerra in Francia. Subito dopo, il presidente Macron ha preso la parola per un breve discorso in cui ha affermato che «il patriottismo è l’esatto contrario del nazionalismo e dell’egoismo». La lezione della Grande Guerra, ha detto, «non può essere quella del rancore di un popolo contro gli altri». Dunque, ha pronunciato una forte esortazione a dire «no alla chiusura in sé, alla violenza e al predominio» e a «sommare insieme le speranze invece di opporre, una all’altra, le paure».

Dopo il pranzo all’Eliseo, quasi tutti i capi di stato e di governo si sono trasferiti nel primo pomeriggio a La Villette, dove il presidente francese, promotore dell’iniziativa, e Angela Merkel hanno dato il via al primo Forum della pace. Ai lavori dell’assise — «destinata a ripetersi ogni anno» come ha detto Macron — ha preso parte anche il segretario di stato, cardinale Pietro Parolin, intervenendo su vari temi, quali il multilateralismo, la riforma delle Nazioni Unite, i valori della collaborazione in ambito internazionale.

Non ha partecipato, invece, Trump, che però ha avuto l’occasione per un breve incontro con Putin, che lo ha definito “buono”, in attesa di un faccia a faccia più strutturato al g20 in programma a fine mese a Buenos Aires. Trump ha rinunciato per il maltempo a recarsi a nord di Parigi per il previsto omaggio a un cimitero militare statunitense, ma ha deciso di andare in auto a Suresnes, non lontano dalla capitale, per rendere omaggio alle tombe di alcuni soldati degli Stati Uniti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE