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In difesa del clima

· Approvata all’unanimità la dichiarazione finale del g7 di Bologna ·

Dichiarazione finale sottoscritta all’unanimità ai lavori del g7 dei ministri dell’ambiente, conclusosi ieri a Bologna. I ministri si sono confrontati soprattutto su tre temi: rifiuti in mare, riciclo ed economia circolare, tassazione ambientale ed eliminazione dei sussidi dannosi all’ambiente. 

I ministri dell’ambiente  presenti a Bologna (Afp)

Gli Stati Uniti, dopo la partenza anticipata del direttore dell’agenzia federale per l’ambiente Epa, Scott Pruitt, erano rappresentati da un funzionario dell’Epa, Jane Nishida. La presidenza italiana, affidata al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, è riuscita a ottenere e a far firmare un documento generale, comune fra i sette paesi. Dentro anche gli statunitensi, che però hanno ribadito le loro profonde divergenze con gli altri sei paesi e l’Unione europea sull’accordo di Parigi. La partenza di Pruitt dal summit (sebbene prevista da tempo per un incontro con Trump) è stata vista da molti osservatori come un segno dello scarso interesse degli Stati Uniti per la cooperazione con gli altri paesi sul clima. E infatti nonostante l’unanimità, nella dicharazione finale c’è una postilla in cui cui gli Stati Uniti dicono che non aderiscono alla sezione del comunicato sul clima e le banche per lo sviluppo. Si legge infatti: «Noi gli Stati Uniti d’America continuiamo a dare risposte pratiche, avendo ridotto il nostro tasso di Co2, come dimostrato dal raggiungimento a livello nazionale dei livelli di Co2 pre-1994. Gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi con i partner internazionali chiave in un modo che sia coerente con le nostre priorità nazionali, preservando sia una forte economia che un ambiente salubre. Di conseguenza, noi Stati Uniti non aderiamo a queste sezioni del comunicato sul clima e le mdb (banche multilaterali di sviluppo), agendo così rispetto al nostro recente annuncio di ritirarci e cessare immediatamente l’attuazione dell’accordo di Parigi e gli impegni finanziari associati». La sezione 2 del documento comune, sul cambiamento climatico, è firmata soltanto dai ministri degli altri sei paesi del g7 e dall’Unione europea.

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17 settembre 2019

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