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In difesa dei popoli indigeni

· Accordo raggiunto al termine della conferenza all’Onu per rafforzare la lotta contro le discriminazioni ·

Due piccoli indigeni di una tribù amazzonica

«Un compromesso tra le necessità inclusive e collettive delle comunità native e le esigenze degli Stati». Con queste parole Sam Kutesa, presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha definito il documento approvato ieri al termine della prima conferenza sui popoli indigeni che si è svolta a New York, nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il testo — che pone l’accento sulla difesa dei diritti delle comunità indigene — è stato concordato al termine di due giorni di lavori ai quali hanno preso parte oltre mille delegati provenienti da circa cento Paesi. Nei quaranta punti del documento sono affrontate fondamentali questioni di rilievo sociale, economico, ambientale e culturale, che già costituiscono il cuore della dichiarazione dell’Onu per i diritti dei popoli indigeni approvata dall’Assemblea generale nel 2007. Tra gli impegni assunti figura la definizione di «politiche, programmi e risorse per sostenere l’occupazione dei popoli indigeni, le loro attività di sussistenza, le loro economie, i loro modi di vita e la loro sicurezza alimentare».

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21 luglio 2019

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