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​Difendere i diritti fondamentali
dei migranti

· ​Il Papa preoccupato di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia in Europa ·

George Muzamba, «Refugees ii»

Di fronte «ai flussi migratori massicci che hanno messo in crisi le politiche» europee «fin qui adottate», il Papa ribadisce la necessità di «difendere i diritti fondamentali dei migranti e rifugiati indipendentemente dal loro status migratorio» e di «vegliare sui più vulnerabili». Ricevendo venerdì 22 settembre i direttori nazionali della pastorale per i migranti impegnati nell’incontro promosso a Roma dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee), il Pontefice si dice preoccupato per i «segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni» del continente, e ancor più per «la triste constatazione che le comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto». Si tratta, spiega, di «tentazioni di esclusivismo e arroccamento culturale», cui i cristiani dovrebbero opporre «un atteggiamento di apertura fiduciosa» che permetta «di superare ogni barriera, di scavalcare ogni muro».

Nel suo discorso Francesco afferma di aver percepito «nel costante ascolto delle Chiese particolari in Europa» un “profondo disagio” che va «compreso alla luce di un momento storico segnato dalla crisi economica» ed è «aggravato dalla portata e dalla composizione dei flussi migratori» nonché «da una sostanziale impreparazione delle società ospitanti e da politiche nazionali e comunitarie spesso inadeguate». Ma chiarisce che «il disagio è anche indicativo dei limiti dei processi di unificazione europea».

Analizzando poi il fenomeno in prospettiva ecclesiologica, Francesco ricorda come «negli ultimi anni, molte Chiese particolari in Europa» siano «state arricchite dalla presenza di migranti cattolici, che hanno portato le loro devozioni e il loro entusiasmo liturgico e apostolico». Mentre dal punto di vista missionario i flussi migratori «costituiscono una nuova “frontiera”» di evangelizzazione, oltre che «un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero».

Infine il Papa rilancia i quattro verbi — accogliere, proteggere, promuovere, integrare — evidenziati nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato del prossimo anno, e rimarca che il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale «ha preparato 20 punti di azione», invitando le Chiese locali a utilizzarli, completarli e approfondirli per offrire «una risposta tangibile ai bisogni dei migranti».

Il discorso del Papa

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