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Difendere
chi difende la terra

· Appello della Focsiv a proteggere chi si oppone al «land grabbing» ·

Sono circa 71 milioni gli ettari di terreno che attualmente sono oggetto di pratiche di accaparramento di terra. È quanto denuncia la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv), che questa mattina ha presentato a Roma il rapporto «I padroni della terra», realizzato in collaborazione con Coldiretti. Lo studio intende affrontare la questione su chi siano, in generale, i soggetti che si stanno accaparrando sempre più le terre coltivabili sul nostro pianeta e su chi ne abbia il controllo, soffermandosi in special modo sulla correlazione tra il land grabbing e i cambiamenti climatici. E nel far questo la Focsiv lancia anche un appello urgente alla comunità internazionale affinché sia al più presto predisposto un piano di protezione per gli attivisti che in diverse parti del mondo si impegnano nella difesa della terra e delle comunità locali e che sempre più spesso vengono uccisi per questo.

La richiesta di cibo a livello globale — secondo la Fao — aumenterà del 70 per cento entro il 2050 e, in particolare, chi controlla il mercato del cibo, decide i processi globali, tra cui salute, cambiamenti climatici, immigrazione, lavoro, democrazia. In sostanza tutto ruota intorno alle nuove sfide dell’agribusiness globale che da oltre un decennio sta approfittandosi — mediante il fenomeno del land grabbing — dell’enorme potenziale produttivo delle terre coltivabili nei paesi del sud del mondo finora rimaste inutilizzate. L’accaparramento da parte di multinazionali o di altri paesi direttamente avviene sovente senza il consenso delle comunità che le abitano, con tre finalità: coltivazioni agricole intensive per l’esportazione a scopi alimentari, per biocarburanti, oppure per speculazioni tout court. I casi raccolti dal Rapporto — che ha come obiettivo anche la promozione di cambiamenti degli stili di vita coerenti con la difesa del diritto alla terra dei popoli indigeni e con i principi dell’agroecologia — offrono dati, informazioni e raccontano storie di sofferenza delle comunità più povere sradicate dal loro ambiente, le quali perdono in alcuni casi anche il diritto all’esistenza. Particolare attenzione è poi dedicata ai 321 «difensori della terra» uccisi nel solo 2018 perché si sono opposti alla devastazione e all’inquinamento su grande scala di foreste, terra e acqua lottando in difesa del pianeta e del diritto a vivere in un ambiente salubre e sostenibile.

Attualmente, i maggiori investitori nel land grabbing, evidenzia il rapporto, sono tanto paesi ricchi quanto paesi emergenti, come Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito, India, Brasile, Corea del Sud, Italia. D’altro canto gli stati target sono sparsi in tutti i continenti: Etiopia, Mali, Madagascar, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Sud Sudan, lo stesso Brasile, Perú, Ucraina, Filippine. La Focsiv tuttavia registra un rallentamento del processo dell’accaparramento delle terre forse «da rintracciare nella riduzione dei prezzi delle materie prime e, quindi, nella minore pressione della domanda a seguito degli effetti della prolungata crisi economica internazionale. A ciò si deve aggiungere un relativo cambiamento della posizione dei governi dei paesi in via di sviluppo che stanno seguendo politiche più attente agli impatti sociali e ambientali dello sviluppo». Resta aperta la questione della proprietà fondiaria, specialmente in Africa, spesso regolata in maniera frammentaria e inadeguata, a causa di riforme agrarie mai pienamente attuate o troppo frequentemente rinviate. Nel continente la terra non appartiene a qualcuno, ma ospita chi la coltiva.

Tuttavia, il land grabbing può talora fornire anche esempi positivi mediante la diffusione involontaria di pratiche agricole innovative, giacché non conosciute presso i locali, come nel caso della floricoltura indiana in Etiopia.

Il rapporto «I padroni della terra» della Focsiv viene presentato oggi al Mercato campagna amica di San Teodoro a Roma.

di Alicia Lopes Araújo

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17 settembre 2019

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