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Diecimila civili intrappolati
nell’est della Siria

· ​A causa degli scontri tra jihadisti e milizie curde ·

Civili siriani in fuga dai combattimenti

L’Onu lancia l’allarme umanitario per circa diecimila civili nell’est della Siria che sono intrappolati nei combattimenti tra il sedicente stato islamico (Is) e miliziani curdo-siriani sostenuti dalla coalizione internazionale a guida statunitense. In un comunicato dell’ufficio delle Nazioni Unite a Damasco si afferma che nell’area di Hajin, nella valle dell’Eufrate al confine con l’Iraq, sono in corso da settimane violenti combattimenti tra forze curde e combattenti jihadisti. E che in quest’area si trovano circa diecimila civili, molti dei quali donne, bambini e anziani, costretti a ad abbandonare le loro abitazioni e a trovare rifugi di fortuna a causa degli scontri. Questi sfollati «sono intrappolati in un’area colpita dalle violenze e sopravvivono in condizioni umanitarie disperate» secondo il comunicato dell’Onu. Diverse agenzie delle Nazioni Unite e alcune ong internazionali hanno lanciato l’allarme sullo spostamento del fronte nel conflitto siriano a est dell’Eufrate, dove si trovano numerose località. Mentre i combattimenti sono de facto finiti nell’area di Idlib dopo l’accordo tra Russia e Turchia dello scorso settembre, che sanciva una zona demilitarizzata e il ritiro dei gruppi jihadisti, gli scontri ora stanno riprendendo appunto ad Hajin, e in molti altri centri come Ash Sha’Fah e Abu Hamam, sempre a est dell’Eufrate.

Nel frattempo, dopo giorni di pressioni internazionali, il governo siriano ha dato ieri il via libera all’invio di aiuti umanitari a un campo di circa cinquantamila sfollati da anni costretti a sopravvivere nel deserto tra Siria e Giordania. Lo riferiscono fonti dell’Onu citate da media panarabi. Un convoglio umanitario delle Nazioni Unite è così giunto al campo di Rukban, nella Siria sud-orientale, nei pressi della porosa frontiera con la Giordania. 

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06 dicembre 2019

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