Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Dieci donne

· Il saggio ·

In età contemporanea l’estraneità delle donne rispetto alla politica era talmente scontata che la maggior parte delle leggi elettorali non sentì la necessità di escluderle espressamente dall’elettorato, esattamente come non avveniva per cani, piante o pietre. La lacuna però non passò inosservata: in diversi Paesi occidentali, infatti, alcune donne chiesero l’iscrizione alle liste elettorali. Le prime furono le inglesi: era il 1868. Nel 1906 anche le italiane cercarono di approfittare del vuoto legislativo e, sorprendentemente, in alcuni casi le loro domande furono accolte. Ma la magistratura, chiamata a pronunciarsi su tale ammissione, si oppose sempre. Con una sola eccezione: il 25 luglio 1906 la corte di appello di Ancona valuterà la loro iscrizione conforme allo Statuto Albertino. La sentenza sarà poi chiaramente cassata e le signore cancellate dalle liste, ma il significato politico dell’episodio rimase. A queste elettrici mancate lo storico Marco Severini ha dedicato il volume Dieci donne. Storia delle prime elettrici italiane (Liberilibri 2012), di cui offre puntuali ritratti. Età media 28 anni, estrazione modesta, professione maestre (tre di loro frequentavano anche corsi universitari). Otto si sposeranno: Igina Matteucci, però, aspetterà di aver compiuto 85 anni. ( @GiuliGaleotti )


EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

29 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE