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​Diciotto persone
della Sea Watch III
sbarcate a Lampedusa

Sono complessivamente diciotto i migranti a bordo della nave Sea Watch III ai quali è stato concesso di sbarcare in Italia. Lo rendono noto fonti del ministero dell’Interno italiano secondo cui l’autorizzazione è stata concessa «solo ai bambini accompagnati e ad un uomo in precarie condizioni di salute». A bordo delle motovedette della Guardia costiera saliranno dunque sette bambini con i genitori, sette madri e tre padri. Più il migrante con gravi problemi di salute.

La nave, che appartiene all’ong tedesca Sea Watch è, mentre scriviamo, a una quindicina di miglia al largo di Lampedusa. A bordo rimangono dunque 47 migranti. Il natante ha tenuto per tutta la notte una rotta parallela all’isola, senza però mai passare il limite delle acque territoriali posto a dodici miglia dalla costa e senza dirigere, come aveva invece chiesto ieri il Viminale, verso la Tunisia. «Diciotto persone sono a terra, siamo felici per loro — ha scritto la ong nell’ultimo messaggio diffuso via Twitter —. Ma a bordo restano 47 persone senza un porto sicuro. Persone, tra cui una donna incinta e un uomo disabile, i cui diritti sono negati». Intanto si è appreso che il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, che si trova a Lampedusa per gli interrogatori del comandante e del capomissione della Mare Jonio, ieri sera è andato al molo per assistere allo sbarco delle famiglie fatte scendere dalla Sea Watch e ha aperto, come prassi, un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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25 agosto 2019

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