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Dichiarazione del prefetto del Dicastero per
la comunicazione

Le nomine del direttore editoriale e del nuovo direttore dell’Osservatore Romano sono due passi importanti nel processo di riforma dei media vaticani che mi è stato affidato pochi mesi fa dal Santo Padre con la nomina a prefetto del Dicastero della comunicazione.

Come ha detto il Papa, non bisogna avere paura di questa parola, riforma.

Riforma «non è imbiancare un po’ le cose, ma organizzarle in altro modo».

Ricondurre a unità la pluralità dei linguaggi senza perdere nulla delle loro specificità e delle loro storie è il compito che ogni giorno ci è affidato e che trova nella prima lettera di san Paolo ai Corinzi il suo riferimento più alto anche per chi come noi fa in fondo un lavoro artigianale. Un lavoro che trova il suo senso, la sua radice, la sua linfa, nella missione dell’annuncio. «Vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti» (Prima lettera ai Corinzi 12, 6).

Da qui occorre partire. Questa era e resta la nostra bussola.

Andrea Tornielli e Andrea Monda hanno in comune l’essere giornalisti che guardano oltre l’apparenza delle cose, che sanno declinare la pluralità dei linguaggi che caratterizza il nostro tempo con l’unità del pensiero e delle persone; che sanno approfondire; che sanno ascoltare. Entrambi sono oltre che giornalisti scrittori. Entrambi sanno parlare a tutte le generazioni, dunque anche ai giovani. Entrambi sono costruttori di ponti.

Con Andrea Tornielli la direzione editoriale (cui spetta il compito di coordinare tutti i media vaticani) avrà una guida sicura, autorevole e lungimirante; consapevole sia della grande storia che i media vaticani hanno alle loro spalle, sia del futuro che solo non avendone paura può essere costruito insieme e non subito.

Con Andrea Monda «L’Osservatore Romano» potrà proseguire innestando nuovi progetti nella sua storia secolare.

Il quotidiano della Santa Sede è uno dei pilastri della nostra comunicazione, chiamato a coinvolgersi sempre di più nel processo di integrazione del sistema informativo vaticano, come richiesto dal Santo Padre nel motuproprio che ha istituito il Dicastero per la comunicazione.

Nel passaggio di consegne, esprimo gratitudine al professor Giovanni Maria Vian che per un ciclo durato oltre 11 anni ha guidato con passione e competenza «L’Osservatore Romano». Durante la sua direzione, il giornale della Santa Sede ha conosciuto un rinnovamento nei contenuti, nel linguaggio, nella veste grafica. Particolarmente significativo è stato il dialogo culturale intrapreso dal giornale con figure e realtà di alto livello, anche non ecclesiali, che ha arricchito e ampliato l’offerta di contenuto del giornale. Altrettanto importante l’apertura della redazione all’apporto di giornaliste donne, una feconda novità nella storia ultracentenaria del quotidiano.

La scelta di Andrea Monda come nuovo direttore è una sfida e una risposta all’appello di Papa Francesco a essere «Chiesa in uscita», ad «avviare processi» inediti anche nella comunicazione. Il professor Monda ha saputo comunicare la bellezza del Vangelo e la ricchezza della vita cristiana in ambiti e con linguaggi diversi tra loro: dalla letteratura alla saggistica, dalla musica alla televisione. Come docente di religione Monda conosce bene anche quali sono le esigenze, le preoccupazioni e i sogni dei giovani di oggi. Esperienza di cui sono intessuti i testi per la Via Crucis del 2018 affidati dal Papa proprio a Monda e ai suoi studenti.

Ricordando quanto sottolineato dal Papa nell’ultimo messaggio per la giornata delle comunicazioni sociali, auguro ai nuovi direttori e a tutti gli uomini e le donne del Dicastero un cammino fecondo, insieme, al servizio della Chiesa, per promuovere un giornalismo «fatto da persone per le persone e che si comprende come servizio a tutte le persone, specialmente a quelle — sono la maggioranza — che non hanno voce».

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22 luglio 2019

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