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Díaz-Canel verso la presidenza a Cuba

· Nominato candidato unico dall’Assemblea nazionale ·

Per la prima volta a guidare Cuba non sarà un Castro e, soprattutto, non sarà qualcuno che ha vissuto la rivoluzione che portò nel 1959 alla fine della dittatura di Fulgencio Batista. Miguel Díaz-Canel, nominato ieri dall’Assemblea nazionale cubana candidato unico alla presidenza, è infatti nato poco più di un anno dopo l’entrata delle truppe di Fidel Castro all’Avana.

Díaz-Canel, al centro, insieme a Raúl Castro subito dopo l’annuncio della sua candidatura alla presidenza (Afp)

Già primo vicepresidente del Consiglio di stato e del Consiglio dei ministri, Díaz-Canel sarà ufficializzato oggi nuovo capo di stato di Cuba. Il presidente uscente, Raúl Castro, che ha scelto di non ricandidarsi, non uscirà di scena, perché rimarrà al vertice del partito comunista fino al 2021.

Ingegnere di formazione, Díaz-Canel ha scalato tutti i gradini del partito comunista cubano. Ne è stato leader in due delle province più importanti dell’isola: quella natia di Villa Clara e poi a Holguín. Ha raggiunto i vertici del partito nel 2003 per diventare ministro dell’istruzione nel 2009 e, nel 2012, accedere alla carica di presidente del Consiglio dei ministri. Da segnalare, inoltre, che Díaz-Canel si è molto battuto negli ultimi anni per assicurare un più ampio accesso a internet in tutto il paese.

Al nuovo presidente spetterà un compito non facile. Cuba ha sempre più bisogno di investimenti stranieri per far ripartire il sistema industriale. Si dovrà poi affrontare l’annoso problema della doppia valuta: il peso cubano (Cup), con il quale lo stato paga i salari, e il peso convertibile (Cuc) usato per il turismo e l’acquisto di immobili. Al cambio servono 24 Cup per un Cuc. Un altro capitolo molto complesso è quello del riordinamento del settore privato, che chiede nuove leggi e maggiore flessibilità. Rimane infine il problema dei rapporti con gli Stati Uniti, dopo lo stop al riavvicinamento imposto dalla presidenza di Donald Trump. Poco più di un anno fa Trump ha deciso infatti di cancellare l’accordo raggiunto da Barack Obama e Raúl Castro.

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