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Diavoli e angeli custodi

· Sette racconti per i sette vizi capitali ·

È da pochi giorni in libreria Codamozza e il professore 2. Corso per diavoli e angeli custodi. Contiene 7 vizi capitali (Torino, Effatà editrice, 2017, pagine 85, euro 7.50) un piccolo libro semplice e profondo, rivolto principalmente al pubblico adolescente, in cui l’autore, don Tommaso Danovaro, descrive le peripezie di Codamozza, un apprendista diavolo, riportandone il dialogo via mail con il suo irascibile professore di Tentazioni. 

L’obiettivo di Codamozza, che frequenta il biennio del liceo Minosse, è quello di istigare le giovani anime ai sette vizi capitali, contrastando le forze del bene in azione, rappresentate da Luca, apprendista angelo custode e dal suo insegnante di Beatitudini del liceo Maddalena.
Il libro cavalca la scia del successo del volume d’esordio dello scorso anno, dedicato ai dieci comandamenti e dimostra come le imprese del diavolo Codamozza raccolgano consensi tra un pubblico di età eterogenea.
«Se alcuni giovani delle parrocchie lo hanno adottato come lettura comunitaria per il loro cammino annuale — ha commentato don Tommaso —, se alcuni catechisti hanno addirittura ripreso e adattato i racconti di Codamozza per i bambini, buona parte del pubblico dei lettori si è accostata a questo libro incuriosita dalla copertina di Leo Ortolani». Le copertine dei due libri, come pure le illustrazioni interne, sono state infatti realizzate da Leo Ortolani, geniale fumettista parmense, ideatore di Rat-Man, il supereroe senza superpoteri della fortunata saga amatissima dai giovani.
«Una collaborazione graditissima, e non estranea al suo lavoro — ha detto don Tommaso riguardo al contributo decisivo del disegnatore —. Leo racconta storie comiche, a volte irriverenti e nello stesso tempo di una grande profondità: storie capaci di toccare i grandi temi del bene e del male, sino ad un confronto diretto col messaggio evangelico, come nella saga dei Sacrificabili che gli è valsa il premio Fede a strisce». L’umorismo che unisce la narrativa di Danovaro al fumetto di Ortolani scombussola le carte del visibile e del convenzionale, proponendo punti di vista nuovi; nelle loro pagine, la debolezza di un individuo ammaliato dal peccato, pur rivelando in modo comico la miseria umana, é “sostenuta” da un atteggiamento di comprensione, che compatisce, che costruisce.
Lontano da un tono devoto, pio, edificante Codamozza è un libro che si rivolge ai giovani usando il loro linguaggio, descrivendo le loro esperienze quotidiane, dando voce alle loro debolezze come pure alla loro voglia di essere migliori.
Invidia, Lussuria, Avarizia, Superbia, Accidia, Gola, Ira: sette racconti per i sette vizi capitali, sette storie di ragazzi in bilico tra il fascino seducente del vizio, e la bellezza inaspettata delle virtù. Come precisa don Tommaso: «Ho ripensato a un testo intitolato No ai vizi, sì alle virtù, nato dalla pedagogia evangelica di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, che proprio agli adolescenti proponeva un cammino attento alle tentazioni che poco a poco si possono insinuare in loro, ma soprattutto generoso nell’imparare a fare il bene. Sentivo che l’argomento era ancora attuale». Un libro che nasce dunque dalle esperienze condivise tra il giovane parroco genovese e i giovani che a lui quotidianamente si rivolgono: l’innamoramento, il servizio agli ultimi, l’esperienza dell’infinito, la ricerca dell’amicizia autentica.
Da qui l’esigenza di raccontare in modo nuovo, di usare un linguaggio diverso, come quello narrativo, poiché, continua Danovaro, «il racconto non è una predica, interpella ma lascia liberi». Lo scontro tra bene e male si incarna dunque nei personaggi del diavolo Codamozza e dell’apprendista angelo Luca, richiamando alla lontana il capolavoro di C. S. Lewis, Le lettere di Berlicche, in cui il giovane diavolo Malacoda scrive allo zio Berlicche per chiedere istruzioni su come tentare una persona che gli è stata affidata: «Avevo letto le Lettere di Berlicche di Lewis — spiega don Tommaso — e mi aveva affascinato quel suo narrare il bene attraverso il punto di vista infernale, il gioco del rapporto epistolare tra diavolo zio e nipote. Come passare il testimone alla generazione 2.0? Ecco allora l’idea della messaggistica online, e dell’ambiente scolastico: il liceo Minosse, il professore di Tentazioni, l’alunno Codamozza. E le sue esercitazioni sul campo, a tentare adolescenti di oggi in situazioni loro familiari».
Il rovesciamento operato dalla descrizione dell’esistenza umana dal punto di vista di un diavolo, impegnato a indebolire la fede e incoraggiare il peccato, è uno schiaffo per il lettore intorpidito e per l’adolescente annoiato, costretti entrambi a smettere di dare per scontato ciò che gli è caro. «La piccolezza dei peccati non ha importanza — sibila il Berlicche di Lewis — purché il loro effetto cumulativo scacci l’uomo nel Nulla, lontano dalla Luce [...] La strada più sicura per l’Inferno, ricordalo, è quella graduale, è il dolce pendio, il soffice suolo, senza brusche voltate, senza pietre miliari, senza indicazioni». L’umanità dipinta sotto attacco è dunque chiamata a una reazione, al riconoscimento della propria debolezza, ma anche alla fiducia in una grazia che dona la possibilità di rialzarsi, sempre.

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24 febbraio 2018

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