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Dialogo sul conflitto siriano

· Riunione a Ginevra tra l’inviato dell’Onu, gli Stati Uniti e la Russia ·

Ginevra, 26. L’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, tiene oggi una riunione a Ginevra con gli emissari degli Stati Uniti e della Russia, nel tentativo di rilanciare i negoziati tra il Governo di Bashar Al Assad e le principali forze di opposizione: lo ha annunciato la portavoce del diplomatico italo-svedese, Jessy Chahine.

Civili sotto le bombe nella città di Aleppo (Afp)

Washington è rappresentata dal rappresentante ad hoc del dipartimento di Stato, Michael Ratney, mentre per Mosca è presente Ghennady Gatilov, vice ministro degli Esteri con delega per i rapporti con le organizzazioni internazionali.

I colloqui di pace sulla Siria, l’ultima tornata dei quali si era conclusa a Vienna intorno alla metà di maggio, di fatto non hanno finora sortito risultati di sorta. Ancora venerdì scorso de Mistura si era comunque dichiarato fiducioso circa la possibilità di riavviarli il mese prossimo, definendo a tale riguardo «di estrema importanza» quanto avverrà nelle prossime tre settimane.

E, intanto, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, si sono incontrati oggi a Vientiane, capitale del Laos, a margine di una conferenza ministeriale dell’Asean. I due, secondo l’agenzia Tass, avrebbero discusso di Siria, Ucraina e rapporti bilaterali. I capi della diplomazia russa e americana si erano già visti lo scorso 14 e 15 luglio a Mosca per fare il punto sulla crisi siriana.

Inoltre, una riunione militare di estrema importanza e relativa alla crisi siriana si svolgerà tra Stati Uniti e Russia all’inizio di agosto a Mosca. È quanto rivelano fonti diplomatiche europee, le quali precisano che nel corso della riunione «sarà chiarito se la prossima fase vedrà l’inizio di una soluzione della crisi siriana o il suo prolungarsi».

Nel frattempo, l’Onu chiede una pausa umanitaria di 48 ore per la parte orientale di Aleppo, dove i combattimenti hanno preso in trappola dalle 250 alle 275.000 persone. Lo ha detto ieri sera al Consiglio di sicurezza il sottosegretario generale per gli affari umanitari Stephen O’Brien. Anche la Francia ha sollecitato davanti alle Nazioni Unite un immediato cessate il fuoco umanitario in quella che un tempo era la capitale economica della Siria, anche oggi teatro di attacchi indiscriminati.

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