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Dialogo
tra Washington e Pechino

· Trump e Xi firmano un piano commerciale di cento giorni ·

Cina e Stati Uniti più vicini, almeno sulla carta. Il primo risultato tangibile del vertice a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente statunitense, Donald J. Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, è la firma di un piano in cento giorni per fare progressi nelle trattative sugli scambi commerciali.

Il vertice bilaterale tra le delegazioni statunitense e cinese (Reuters)

Secondo quanto riferito dal segretario al Commercio, Wilbur Ross, il piano è destinato a rafforzare le relazioni tra i due paesi superando molti scogli emersi negli ultimi mesi. La Cina — dicono fonti statunitensi — ha mostrato interesse a ridurre gli squilibri commerciali fra i due paesi alla luce dell’impatto che stanno avendo sulla massa monetaria e l’inflazione. «C’è accordo sulla necessità di fare di più per scambi commerciali equilibrati» ha affermato segretario al tesoro americano, Steven Mnuchin, incontrando i giornalisti a Mar-a-Lago. «Abbiamo fatto progressi» ha detto Trump, accettando l’invito a visitare la Cina quest’anno. Il rapporto instaurato con Xi è «eccezionale; è l’inizio di una grande amicizia» ha assicurato Trump. Di fronte alle telecamere che riprendono l’incontro ufficiale, Xi ha replicato in mandarino: «Abbiamo avuto una conversazione lunga e approfondita e soprattutto costruito fiducia reciproca». Il presidente cinese ha definito l’incontro come «importante per lo sviluppo futuro delle relazioni fra i due paesi». Xi si è detto pronto a rilanciare le relazioni con Washington: «Ci sono mille motivi perché le relazioni funzionino e nessuna ragione perché si interrompano». Sul piano più strettamente politico, Stati Uniti e Cina si sono impegnati a cooperare di più sulla spinosa questione del dossier nucleare nordcoreano. Ad annunciarlo è stato il segretario di stato americano, Rex Tillerson, rivolgendosi ai giornalisti. I due governi «sono d’accordo nell’incrementare la cooperazione e lavorare con la comunità internazionale per convincere la Corea del Nord a risolvere pacificamente la questione e rinunciare al suo illegittimo programma di armamenti».

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26 febbraio 2018

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