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Dialogo
nella verità

· I rapporti con l’islam alla plenaria dei vescovi francesi ·

La «grave crisi» che attraversa l’islam, la violenza di alcune correnti presenti nella società, alcuni difficili passaggi del Corano strumentalizzati dal cosiddetto stato islamico: tutte componenti che concorrono a rendere «più fragile» il dialogo, nonostante gli indiscutibili passi avanti compiuti negli ultimi anni. 

Musulmani in una chiesa francese in solidarietà per la morte di don Hamel

Non ha nascosto le difficoltà nei rapporti odierni con il mondo musulmano il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, intervenuto martedì scorso all’assemblea plenaria della Conferenza episcopale francese, conclusasi mercoledì a Lourdes. Dopo la serie di attentati che hanno scosso il paese e l’assassinio in chiesa di don Jacques Hamel, il porporato ha voluto incontrare i presuli per condividere le numerose domande e i timori che suscita la crescita del terrorismo islamico. Ma tutti, indistintamente, hanno ribadito la necessità di proseguire nel dialogo, un «dialogo nella verità», possibile solo, ha precisato il vescovo di Saint-Denis, Pascal Delannoy, se si costruisce un clima di fiducia e fraternità, se si accettano cose essenziali quali la libertà di coscienza e la possibilità di scegliere liberamente la propria religione.

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24 novembre 2017

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