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Dialogo nel rispetto della Costituzione

· I vescovi spagnoli chiedono di evitare atti irreversibili ·

Pubblichiamo integralmente la dichiarazione della Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola, diffusa nel pomeriggio del 27 settembre, sulla situazione in Catalogna.

1. Dinanzi alla grave situazione che si vive in Catalogna, con grande preoccupazione nel resto della Spagna, noi vescovi vogliamo in primo luogo fare nostri i desideri e i sentimenti espressi di recente in maniera congiunta dai vescovi con sede nel territorio della Catalogna, autentici rappresentanti delle loro diocesi.

2. In particolare invitiamo a pregare per quanti in questo momento difficile «hanno la responsabilità nel governo delle diverse amministrazioni pubbliche, della gestione del bene comune e della convivenza sociale», affinché tutti siamo guidati «dal buonsenso e dal desiderio di essere giusti e fraterni», e con responsabilità avanziamo «nel cammino del dialogo e dell’intesa, del rispetto dei diritti e delle istituzioni e del non scontro, contribuendo a far sì che la nostra società sia uno spazio di fraternità, di libertà e di pace» (comunicato dei vescovi della Catalogna, 20 settembre 2017).

3. In questo momento grave la vera soluzione del conflitto passa per il ricorso al dialogo a partire dalla verità e dalla ricerca del bene comune di tutti, come indica la Dottrina sociale della Chiesa. Papa Francesco ci dice che «è tempo di sapere come progettare, in una cultura che privilegi il dialogo come forma d’incontro, la ricerca di consenso e di accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni» (esortazione apostolica Evangelii gaudium, n. 239).

4. Per rendere possibile questo dialogo onesto e generoso, che salvaguardi i beni comuni di secoli e i diritti propri dei diversi popoli che formano lo stato, è necessario che sia le autorità delle amministrazioni pubbliche sia i partiti politici e altre organizzazioni, come pure i cittadini, evitino discussioni e attuazioni irreversibili e dalle gravi conseguenze, che li pongano ai margini della pratica democratica tutelata dalle leggi legittime che garantiscono la nostra convivenza pacifica e generino fratture familiari, sociali ed ecclesiali.

5. Come noi vescovi abbiamo già osservato in un’altra occasione altrettanto difficile per la nostra convivenza democratica e pacifica, «è assolutamente necessario recuperare la coscienza civile e la fiducia nelle istituzioni, tutto questo nel rispetto dei canali e dei principi che il popolo ha sancito nella Costituzione» (xxxiv assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola, 28 febbraio 1981).

6. Infine, ribadendo il nostro appello alla speranza e alla preghiera a Dio, alla serenità e all’intesa, offriamo la nostra collaborazione sincera al dialogo a favore di una pacifica e libera convivenza tra tutti.

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15 novembre 2019

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