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Per l’Ucraina la via del dialogo

· All’Angelus Papa Francesco ricorda anche il bimbo ucciso e bruciato in Calabria ·

La fine delle violenze in Ucraina e l’inizio di «un dialogo costruttivo tra le istituzioni e la società civile» sono stati invocati da Papa Francesco all’Angelus di domenica 26 gennaio, in piazza San Pietro.

 Assicurando la sua vicinanza nella preghiera alle popolazioni del Paese, «in particolare a quanti hanno perso la vita e alle loro famiglie», il Pontefice ha espresso l’auspicio che, «evitando ogni ricorso ad azioni violente, prevalgano lo spirito di pace e la ricerca del bene comune».

Al termine della preghiera mariana — dopo aver commentato il passo del vangelo domenicale che raccontava gli inizi della vita pubblica di Gesù in Galilea — il Papa ha salutato come di consueto vari gruppi di fedeli. E sottolineando la presenza di tanti bambini dell’Azione cattolica romana, venuti per la tradizionale “carovana della pace”, ha voluto rivolgere un pensiero al piccolo Nicola Campolongo, che a tre anni è stato ucciso e bruciato a Cassano all’Jonio. «Questo accanimento — ha detto commosso — sembra non avere precedenti nella storia della criminalità». Da qui l’invito a pregare «con Cocò, che sicuro è con Gesù in cielo, per le persone» che si sono macchiate del delitto, «perché si pentano e si convertano».

Inoltre il Pontefice ha rivolto un augurio «di gioia e di speranza» ai popoli che nei prossimi giorni celebrano il capodanno lunare.

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17 novembre 2019

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