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​Dialogo
franco e aperto

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È stato presentato, e già inviato a tutte le Conferenze episcopali, il documento preparatorio della quindicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà nell’ottobre 2018 e avrà per tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

Contenuti, prospettive e progetti sono stati illustrati ai giornalisti venerdì mattina, 13 gennaio, nella Sala stampa della Santa Sede. L’incontro è stato introdotto dagli interventi — che pubblichiamo integralmente in questa pagina — del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del sinodo dei vescovi, del vescovo sotto-segretario Fabio Fabene e di due giovani della parrocchia romana di San Tommaso Moro, Elvis Do Ceu Nicolaia De Rosario, ventunenne di origine capoverdiana, e Federica Ceci, ventiquattrenne laureanda in giurisprudenza. Due giovani, è stato rimarcato, che rappresentano tutti i loro coetanei. In particolare quelli che saranno invitati al sinodo — ha spiegato il cardinale Baldisseri rispondendo alle domande dei giornalisti — nella veste di “uditori” e potranno così partecipare, pur senza diritto di voto, sia alle assemblee plenarie sia ai lavori dei circoli minori. Nella scelta dei giovani da invitare, ha precisato il porporato, si terrà conto anche dell’appartenenza a movimenti e associazioni ecclesiali, oltre che alla rappresentatività di tutte le vocazioni e le provenienze geografiche.

Obiettivo irrinunciabile, è stato sottolineato, è la volontà del sinodo di intavolare fin da adesso un dialogo aperto, schietto, senza barriere o distinzioni, con tutti i giovani. E un’attenzione del tutto particolare sarà riservata ai cosiddetti lontani, quelli che vivono ai margini della Chiesa, nelle periferie esistenziali e sono alle prese con i problemi quotidiani che stanno rendendo sempre più complessa la vita delle nuove generazioni a ogni latitudine. Tanto che un altro punto focale del prossimo sinodo sarà proprio la dimensione universale: a questo proposito il segretario generale ha fatto notare che sicuramente non ci sarà «un’impronta occidentale» sui lavori ma «un’apertura alle culture e alle espressioni di tutti». Come testimonia, del resto, il questionario proposto nel documento preparatorio. Le risposte, attese entro il mese di ottobre, costituiranno la base per dare al sinodo un respiro davvero mondiale, evitando particolarismi. Le Conferenze episcopali hanno ricevuto oggi, tramite e-mail, l’input per raccogliere i loro contributi. Si tratta, in fondo, di uno scambio tra centro e periferie, ha spiegato il cardinale.

Importanti indicazioni pratiche, ha fatto notare monsignor Fabene, arriveranno sicuramente anche dal sito internet www.sinodogiovani2018.va che proprio in questi giorni è in allestimento e che entrerà in funzione a marzo. Il sito è aperto a tutti e non solo ai credenti, ha spiegato il sotto-segretario, e i giovani vi troveranno domande dirette sulla loro stessa vita. Del resto, è stato rilevato nel corso della conferenza stampa, il linguaggio digitale è ormai la caratteristica delle nuove generazioni. Per questa ragione, ha concluso il cardinale Baldisseri, siamo chiamati a «modificare il nostro linguaggio che a volte è troppo tecnico, alto e poco comprensibile». Ma «lo faremo con l’aiuto dei giovani stessi», ha annunciato, cercando anche di riconoscere insieme gli aspetti positivi e meno positivi che ci sono nel comunicare con le nuove tecnologie.

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26 aprile 2019

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