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Nel ricordo
della strage a Parigi

· L’incontro del Pontefice nella Christuskirche ·

«È una gioia pregare oggi con i fratelli Luterani a Roma. Dio benedica tutti coloro che lavorano per il dialogo e l’unità dei cristiani». È cominciata con un tweet la visita di Papa Francesco alla comunità evangelica luterana della capitale. Le parole lanciate in rete dal Pontefice nella mattina di domenica 15 novembre, sono state l’anticipazione di un incontro atteso e desiderato, per ribadire la volontà di un cammino comune e per rinsaldare il dialogo ecumenico, anche in vista delle celebrazioni del 2017 per i 500 anni della riforma luterana.

Un’attesa e una gioia ricambiate dalla piccola comunità riunita nella Christuskirche di via Sicilia e dimostrate dal lunghissimo applauso che ha accolto il Pontefice all’ingresso in chiesa e lo ha accompagnato mentre con il pastore Jens-Martin Kruse si dirigeva verso l’altare.

Francesco è stato il terzo Papa a fare visita a quella che da quasi un secolo — fu completata nel 1922 — è la “casa” dei luterani a Roma. Prima di lui Giovanni Paolo II, l’11 dicembre 1983 (in occasione del quinto centenario della nascita di Martin Lutero), e Benedetto XVI, il 14 marzo 2010.

Invitato a partecipare al culto domenicale pomeridiano, il Pontefice è giunto qualche minuto prima delle 16. Ad attenderlo, oltre a tanta gente radunata dietro le transenne, c’erano il pastore Kruse, il cardinale vicario Agostino Vallini e monsignor Leonardo Sapienza, reggente della prefettura della Casa Pontificia, che lo hanno accolto insieme ai membri del Consiglio di comunità della Christuskirche.

È così cominciato un intenso momento di dialogo e di preghiera ecumenica. Fra i presenti i cardinali Kurt Koch e Walter Kasper, la presidente del sinodo luterano, Christiane Groeben, il vicedecano della Chiesa evangelica luterana in Italia, il pastore Jacob Betz. Tra l’assemblea, gli ambasciatori di Germania in Italia e presso la Santa Sede.

Attraversato da un’ombra di tristezza — sia da parte del pastore sia del Papa — nel ricordo del feroce attentato di Parigi, l’incontro si è comunque dipanato in un clima sereno, semplice, caratterizzato da un forte senso di fraternità. «Ci guardiamo negli occhi gli uni gli altri — ha detto il reverendo Kruse salutando il Pontefice — e ci stringiamo la mano. Ci raccontiamo l’un l’altro chi siamo e cosa ci sta a cuore. Preghiamo gli uni per gli altri. Cantiamo insieme. Ascoltiamo insieme il Vangelo e stiamo insieme davanti a Dio».

di Maurizio Fontana

I discorsi del Papa

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