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Dialogo
è la parola chiave

· ​Il cardinale segretario di Stato in Russia ·

Dialogo ecumenico, cooperazione tra le confessioni religiose, scenari internazionali tra conflitti e crisi umanitarie, terrorismo fondamentalista, tutela dei diritti umani, emergenza ambientale: all’inizio della visita nella Federazione russa — dal 21 al 24 agosto — il cardinale Pietro Parolin ha anticipato in alcune interviste con la stampa locale i temi principali che saranno al centro dei colloqui con i vertici della Chiesa ortodossa russa e con le più alte autorità civili del paese.

Una visita attesa, quella del segretario di Stato: dopo lo storico incontro del 12 febbraio 2016 all’Avana tra Papa Francesco e il patriarca Cirillo, segna infatti un nuovo passo verso la «comunione desiderata e perseguita». L’incontro a Cuba, ha detto il porporato all’agenzia Tass, «non solo ha rafforzato i contatti tra i rappresentanti delle Chiese cattolica e russa ortodossa, che sono diventati più frequenti e pieni di contenuti concreti, ma ha anche spinto le due Chiese a considerare in modo nuovo le cause delle discrepanze che avevamo in passato». È stato uno stimolo, ha aggiunto, a puntare l’attenzione sull’«unità richiesta dai Vangeli che professiamo». Così è stato inaugurato, ha detto il cardinale parlando con l’agenzia Ria Novosti, «un nuovo cammino», quello «di un dialogo ancora più sincero e più intenso».

Il cammino ecumenico, ha sottolineato il cardinale Parolin alla Tass, richiede «ricerca della verità, amore, pazienza, tenacia e determinazione», ma ha anche solide radici nel popolo. Se ne è avuta recentemente dimostrazione, ha ricordato, nel pellegrinaggio delle reliquie di san Nicola che per due mesi ha coinvolto milioni di fedeli tra Mosca e San Pietroburgo: è l’«ecumenismo dei santi» che già «unisce i cristiani».

Sollecitato sugli intricati scenari internazionali, il segretario di Stato ha sottolineato come al centro dei prossimi colloqui ci saranno vari dossier, con un’attenzione particolare alle realtà dove la Russia è più direttamente attiva, dal Medio oriente alla guerra in Ucraina, fino alle situazioni irrisolte nel Caucaso meridionale. Per tutte si vaglieranno gli sforzi necessari «per ristabilire giustizia e pace, nel rispetto della dignità e dell’inviolabilità di ogni persona umana

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22 marzo 2019

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