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Dialogo contro il terrore

· Si moltiplicano gli appelli delle autorità religiose dopo l’ignobile attacco alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray ·

Le autorità francesi hanno diffuso il nome del secondo attentatore di Saint-Étienne-du-Rouvray: si tratta di un giovane di 19 anni Abdel Malik Petitjean, nato in Lorena, a Saint-Dié-des-Vosges. Insieme al coetaneo Adel Kermiche, due giorni fa ha sgozzato un sacerdote, Jacques Hamel, in una chiesa della cittadina della Normandia. Il cosiddetto Stato islamico ha diffuso ieri un video nel quale mostra i due giovani mentre giurano fedeltà all’Is. 

Due donne in preghiera davanti alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray (Afp)

L’ufficio del procuratore ha riferito che il giovane è stato identificato grazie al test del Dna. In realtà, il suo nome era già stato diffuso ieri, dopo che la sua carta d’identità era stata trovata a casa di Kermiche, ma per l’identificazione formale del giovane — anche lui noto all’antiterrorismo e schedato con la lettera “S” (rischio per la sicurezza dello Stato) — si è dovuto attendere l’esito del test. Tre persone dell’entourage familiare di Abdel Malik Petitjean sono state fermate. Una quarta persona, un minore di 16 anni, nato in Algeria e fermato martedì, è stato riascoltato dagli inquirenti stamane. Nella Francia colpita da tre attentati di massa negli ultimi 18 mesi, i rappresentanti delle grandi religioni di Francia, ricevuti ieri all’Eliseo dal presidente francese, François Hollande, hanno chiesto «più sicurezza per chiese, sinagoghe e mosche» rafforzando la protezione nell’insieme dei luoghi di culto. Il Grande imam di Al Azhar, Ahmad Al Tayyeb, la più prestigiosa figura del mondo islamico sunnita, ha condannato «l’attacco terroristico avvenuto nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray». «Coloro che hanno compiuto questo selvaggio attacco — ha continuato — sono privi di qualunque senso di umanità e di tutti i valori e i principi di tolleranza islamica, che invitano alla pace e alla prevenzione del sangue degli innocenti, senza distinzione alcuna di religione, colore, genere o appartenenza etnica». Ahmad Al Tayyeb ha sottolineato che l’islam «impone di rispettare i luoghi sacri e di culto e la sacralità dei non-musulmani». Da parte sua, il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, in un messaggio inviato all’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun, riafferma l’importanza del «dialogo sincero e rispettoso con i musulmani e i credenti di altre religioni» sottolineando che «la verità nella carità, colonna portante di questo dialogo autentico, è più che mai necessaria».

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20 agosto 2019

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