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Dialogo al Cairo

· Dedicati ai rapporti bilaterali e alla crisi siriana i colloqui tra Ahmadinejad e Mursi nella capitale egiziana ·

Una visita “storica”, come l’hanno definita tutti i media di Teheran, nella quale sono stati affrontati alcuni dei principali nodi della situazione mediorientale. Ieri, per la prima volta dal 1979, l’anno della rivoluzione khomeinista, un presidente iraniano si è recato al Cairo. Mahmud Ahmadinejad ha avuto un lungo colloquio con il capo dello Stato egiziano, Mohammed Mursi, in vista dell’apertura, oggi, del vertice della Organizzazione della cooperazione islamica (Oci).

Le relazioni bilaterali sono state al centro del confronto tra i due leader. In una conferenza stampa presso l’università di Al Azhar, uno dei maggiori centri teologici del mondo sunnita, il presidente Ahmadinejad ha espresso alla stampa internazionale l’intenzione di voler «porre le basi per un rafforzamento delle relazioni fra i nostri Paesi», bloccate da oltre trent’anni. «Se Teheran e Il Cairo parleranno la stessa lingua sulle questioni regionali e internazionali, potranno cambiare molte cose» ha sottolineato il presidente iraniano.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri egiziano, Kamel Amr, ha dichiarato che «la sicurezza dei Paesi del Golfo è una linea invalicabile per l’Egitto» e quindi un eventuale riavvicinamento con Teheran «non avverrà a spese della loro sicurezza».

In un comunicato il gran imam di Al Azhar, Ahmed El Tayyeb, ha respinto in maniera «categorica» i tentativi sciiti di «intromettersi nei Paesi sunniti», in particolare nel Bahrein, una monarchia dove è presente una minoranza sciita che ha dato vita di recente a proteste, e anche in Egitto. Ahmed El Tayyeb ha poi respinto «i tentativi di diffondere le fede sciita in Egitto» e condannato le «discriminazioni dei sunniti in Iran».

Al centro delle discussioni tra Mursi e Ahmadinejad non ci sono state soltanto le relazioni bilaterali. I due presidenti si sono confrontati anche sul dossier siriano, sul quale le reciproche posizioni restano distanti.

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20 settembre 2019

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