Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Di fronte alle proprie responsabilità

· L’emergenza immigrati interroga l’Europa ·

Sui migranti si specula. E chi abbandona le proprie case, spesso intere famiglie con bambini, lo fa perché vive in una situazione di perenne ingiustizia. Di fronte a questa enorme tragedia, l’Europa deve decidere qual è il suo ruolo, se fare della solidarietà una delle sue ragioni d’essere. O se voltare il capo dall’altra parte.

Parole che la Chiesa non si stanca di ripetere, a maggior ragione di fronte alle notizie drammatiche che arrivano ogni giorno ormai da ogni angolo del mondo. In Italia, i presuli, le parrocchie, le organizzazioni caritative hanno una lunga esperienza di assistenza agli immigrati e ai rifugiati. Dunque, parlano con cognizione di causa: «C’è chi trae profitto dalle stragi in mare», spiega il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, che in queste ore ha assistito allo sbarco di oltre 400 profughi e delle 52 salme di quanti sono morti in mare cercando un futuro. «Sono quelle tragedie — continua — alle quali non si può mai fare l’abitudine. Quanta lontananza dai dibattiti che sento in televisione, quando vedo le scene di queste persone che scendono dalla nave con il suo carico di 52 morti. Guardandole mi chiedo se fra loro non ci siano anche dei parenti di quei morti, penso al loro dolore».

Ai numeri, purtroppo, ci si abitua. A rischio della retorica, va ricordato sempre che dietro le statistiche si nascondono storie, sentimenti, vite che hanno conosciuto momenti di felicità, aspirazioni, sogni. Forse normalità. Eppure, «queste persone non hanno avuto una mano da nessuno. Sono morte nella solitudine», osserva ancora il cardinale. Purtroppo le situazioni di crisi nel mondo, negli ultimi tempi, sono sono cresciute di numero: «Vediamo scappare centinaia di migliaia di persone dalle loro terre. Si è impotenti davanti a queste tragedie che sono invece fomentate dai mercanti di persone. È come se l’autorità internazionale fosse impotente. Il concetto di “diritto umano” viene violato in continuazione». Per questo, fra gli interventi proposti, dalle Caritas e anche, in Italia, dalla comunità valdese, c’è l’istituzione di corridoi umanitari.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE